Per celebrare la Giornata Mondiale della Terra, l’attività più ecologica è toccare con mano come si coltiva in maniera rispettosa dell’ambiente, senza l’uso di pesticidi e concimi chimici di sintesi. Per raccontare come ogni giorno gli agricoltori bio tutelano la terra, NaturaSì, la più grande azienda del biologico italiano, apre le porte delle aziende agricole dove si produce in maniera rispettosa della natura e della salute umana.
L’iniziativa “Insieme in Campagna”, al suo secondo appuntamento sui cinque complessivi organizzati in tutta la penisola, questa domenica è particolarmente dedicata alla cura dei terreni e della loro biodiversità, che si traduce in contrasto ai cambiamenti climatici e al dissesto idrogeologico.
Si potranno visitare così le vigne dei coniugi Henry Finzi-Constantine e Massimiliana Spinola dell’azienda agricola Castello di Tassarolo nella zona del Gavi nel basso Piemonte, che hanno deciso di coltivare i loro vigneti con l’uso della biodinamica. Nella loro azienda, per rispettare il suolo sono tornati a lavorare parte delle vigne con i cavalli.
Qui i cittadini potranno scoprire cos’è la biodinamica in una conferenza che spiega i principi di base; si potrà passeggiare tra i filari e visitare l’orto, non prima di aver usufruito di un piccolo ristoro e di una degustazione di vini offerti dall’azienda e dai negozi NaturaSì. Nell’azienda agricola bio “Le due Torri” a Spello, si potrà scoprire come vengono allestiti i preparati biodinamici necessari per restituire fertilità al terreno, l’alternativa migliore per contrastare l’erosione del suolo e ripristinarne la biodiversità.
Allo stesso tempo la sicurezza e la qualità agroalimentare saranno l’oggetto di una lectio magistralis tenuta da Domenico Genovesi, esperto della Regione Lazio; Fabio Primavera, esperto di biodinamica, e Biancamaria Torquati, docente di scienze agrarie, alimentari ed ambientali dell’Università di Perugia. I più piccoli e le loro famiglie potranno partecipare a giochi, escursioni e laboratori di terracotta e di ceramica.
Zuppa biologica per tutti nella pausa pranzo. Altro importante obiettivo della Giornata Mondiale della Terra è la tutela dei paesaggi naturali agricoli, una battaglia che la Cooperativa Agricoltura Nuova di Roma ha portato avanti fino a che nel 1996 ha ottenuto la gestione dei terreni agricoli nel parco regionale Decima Malafede, inserita in 6mila ettari sottratti all’edificazione e restituiti alla loro primaria destinazione d’uso: preservare l’ecosistema locale. Dopo una visita guidata in azienda, gli adulti potranno imparare a fare il pane, il formaggio e a prendersi cura di un orto.
Per i bambini invece sono previsti laboratori proposti dalla scuola Waldorf tra cui quello sulla preparazione di gelato e biscotti. Una domenica piena di attività anche nell’azienda agricola biologica Bongirolami di Romacon attività e visite che si ripeteranno nel corso della giornata. Dai laboratori per scoprire il mondo delle api e imparare a modellarne la cera, alla raccolta delle uova nel pollaio fino al laboratorio di pasta all’uovo.
I più grandi potranno cimentarsi con la pasta madre e seguire un percorso enogastronomico con degustazioni di vino, formaggi, oli e ortaggi. Insieme, grandi e piccini potranno scoprire gli antichi giochi in legno messi a disposizione dall’associazione Edugioca Ludobus. Porte aperte anche a Isola della Scala (VR) presso la cooperativa agricola Ca’ Magre, azienda che ha riportato la fertilità in un territorio che 30 anni fa era destinato alla coltivazione intensiva di tabacco.
Oggi in quei 60 ettari si svolgono attività di fattoria didattica e di tutela ambientale, grazie anche agli 8 ettari di zona umida della “Palude di Pellegrina” che la cooperativa ha preso in affitto nel 1998 per portare avanti un progetto di rinaturalizzazione. Per festeggiare i 30 anni della cooperativa, domenica 22 aprile sono previste visite guidate all’orto e agli alveari. Saranno presenti artigiani e aziende bio locali, con laboratori di disegno botanico e costruzione di “cuchi”, i fischietti di terracotta. “Gli agricoltori bio sono in prima linea nella difesa della terra e del nostro ecosistema: insieme con i nostri consumatori dobbiamo dimostrare riconoscenza per il loro lavoro”, dichiara il presidente di NaturaSì Fabio Brescacin. “Per aiutarli a svolgere questo compito è necessario investire in ricerca, sperimentazione e promuovere la cultura del bio, come facciamo da trent’anni, e riconoscere un giusto prezzo per i loro prodotti e una giusta remunerazione per il loro lavoro”.
PERCHE’ IL BIOLOGICO RISPETTA LA TERRA L’agricoltura convenzionale è una delle attività umane più inquinanti. Solo nella UE produce oltre 432 milioni di tonnellate di CO2, più del 10% delle emissioni totali europee. In Italia, l’agricoltura industriale e chimica è responsabile del 70% dei consumi idrici nazionali. Secondo dati elaborati dall’ISPRA, invece, la bioagricoltura influisce positivamente sul clima e sull’ambiente perché produce il 40% in meno di gas serra rispetto a quella convenzionale grazie a un minor uso di chimica e di energia. A questa cifra vanno aggiunte le quasi 5 milioni tonnellate di carbonio (18 milioni circa di tonnellate di CO2) che a livello europeo vengono assorbite dai suoli coltivati con tecniche biologiche. Nell’irrigazione poi i terreni bio sono in grado di garantire un risparmio di acqua del 55% perché più ricchi di humus (+70%) rispetto a quelli trattati con chimica di sintesi e quindi più capaci di trattenere umidità.


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