Incendi, Legambiente Sicilia: “Bene il piano, ma restano limiti e criticità”

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“Prendiamo atto degli impegni assunti dal presidente della Regione, soprattutto per quanto concerne il rafforzamento della collaborazione con gli organi dello Stato per la lotta agli incendi, ben sapendo, però, che saranno i risultati concreti a fine stagione a dimostrare se ci sia stata una inversione di tendenza rispetto agli anni scorsi, caratterizzati da gravissime disfunzioni delle strutture regionali a ciò preposte”.

A dirlo in una nota è Legambiente Sicilia, dopo la presentazione del ‘Piano antincendio boschivo’ messo in campo dalla Regione per la prossima stagione estiva. Per l’associazione ambientalista, però, rimangono “forti limiti e criticità”, soprattutto per quanto riguarda “l’assenza di una continua attività di vigilanza sul territorio per la progressiva riduzione del personale dei distaccamenti forestali e per il mancato avvio dei lavori di prevenzione relativi ai viali parafuoco, di competenza dell’assessorato regionale alle Risorse agricole”.

Per questo Legambiente Sicilia chiede al presidente della Regione, Nello Musumeci, e all’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro ulteriori provvedimenti per potenziare i distaccamenti forestali del Corpo forestale regionale attraverso l’utilizzo di tutto il personale disponibile.

Ma al governatore l’associazione ambientalista chiede anche di redigere il rapporto regionale sui dati degli incendi 2017, ripristinando la pubblicazione sul sito web del Corpo forestale regionale; di rivedere la distribuzione dei presidi territoriali antincendio per garantire la tutela di Aree naturali protette e Siti Natura 2000, “da alcuni anni particolarmente aggrediti dagli incendi dolosi”; e di chiedere allo Stato il potenziamento della presenza dei carabinieri forestali in Sicilia.

Necessaria anche un’azione ispettiva nei Comuni per verificare il “puntuale aggiornamento” del catasto degli incendi e l’emanazione di linee guida per gli interventi a tutela delle formazioni vegetali naturali e per l’intervento nelle aree non demaniali, “valorizzando quella particolare previsione delle legge regionale che tutela tutto il patrimonio vegetazionale e non solo i boschi”.