Il laboratorio salva-pianeta arriva dai campi: la proposta agro-ecologica della Fao 

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Il laboratorio permanente salva-Pianeta arriva dai campi, al fine di realizzare tecniche di produzione agricola con meno chimica, minori emissioni di CO2 e ridotto uso di acqua. L’appello è lanciato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao) in occasione del secondo Simposio internazionale di agro-ecologia, in corso da oggi a mercoledì con oltre 700 partecipanti tra Istituzioni, ricercatori e mondo produttivo.

”Occorre promuovere – ha chiesto il direttore generale della Fao Josè Graziano da Silva – un cambiamento trasformativo nel modo in cui produciamo e consumiamo cibo. Dobbiamo proporre sistemi alimentari sostenibili che offrano cibo sano e nutriente, e servizi eco-sistemici resistenti al cambiamento climatico. E l’agro-ecologia – ha sottolineato – può offrire diversi contributi a questo processo di trasformazione dei nostri sistemi alimentari”.

La sfida è stata colta da una platea internazionale. Stèphane Le Foll, ex ministro francese dell’Agricoltura, ha invitato ad un dialogo e ad azioni volte a creare una rivoluzione “doppiamente verde” della produzione agricola, basata sulla natura, sulle conoscenze locali e sulla scienza.

“Siamo ad un punto di svolta nella storia dell’umanità, e sta a noi fare le nostre scelte – scelte fondamentali -, che saranno cruciali per il nostro futuro collettivo” ha affermato. L’agro-ecologia, mediante l’unione di conoscenze tradizionali e scientifiche, applica approcci ecologici e sociali ai sistemi agricoli, concentrandosi sulle ricche interazioni esistenti tra piante, animali, esseri umani, paesaggio, e ambiente. La chiave di volta è dunque quella di investire in conoscenza e innovazione.

Diversi sono gli esempi che avvalorano questa tesi, da Conect-e, una piattaforma online progettata da scienziati spagnoli per gli agricoltori per registrare e condividere le conoscenze ecologiche tradizionali con gli scienziati, a ActionAid che ha permesso alle donne contadine di la loro produzione agricola attraverso l’agro-ecologia con una minore dipendenza da fattori esterni come gli erbicidi.

Un altro esempio è relativo alla produzione della seta: gli agricoltori cinesi hanno ideato un intelligente ecosistema in cui le foglie di gelso alimentano i bachi da seta i cui rifiuti organici vengono poi usati come cibo per i pesci. Il materiale organico presente negli stagni è in tal modo utilizzato come fertilizzante per i gelsi, completando così un circolo virtuoso di produzione.