Centrale Tirreno Power: “Dati sconvolgenti su morti e malati”

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“I dati prodotti dallo studio del Cnr rispetto a decessi e malati nell’area circostante alla centrale a carbone Tirreno Power di Savona – Vado Ligure, sono assolutamente sconvolgenti. Da questi, infatti, emerge che tra il 2000 e il 2013 nei territori citati le morti in eccesso rispetto alla media ammonterebbero a quasi 4000. Nelle zone esposte agli inquinanti vengono calcolate percentuali di decesso tra il 30 e il 60% dovute a tumori ed altre cause e tra il 40 e il 60% dovute a malattie dell’apparato respiratorio. A fronte di questa situazione, la Regione Liguria per mesi, pur essendo in possesso dello studio del Cnr, non solo non lo ha reso pubblico, ma ha avuto un atteggiamento ostruzionistico rispetto alle richieste, avanzate sia dai comitati locali che da noi, di accesso agli atti“.

Cosi’ il senatore savonese del Movimento 5 Stelle Matteo Mantero. “Di fronte a queste rivelazioni, e’ impensabile che la Regione e il suo Presidente non forniscano spiegazioni dettagliate e immediate. L’atteggiamento “omertoso” tenuto fino ad ora non verra’ ulteriormente tollerato, anche in ragione del fatto che e’ in corso un delicato processo e, dunque, devono essere fornite tutte le informazioni utili per garantire giustizia e tutela dei cittadini”.

Lo studio epidemiologico prodotto dal Cnr di Pisa sugli effetti sulla salute della centrale vadese e’ stato depositato in questi giorni in Procura a Savona dal consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Andrea Melis.

“Ho ritenuto opportuno depositare la relazione e metterla a disposizione del Procurato Ausiello, che ha in carico il processo sul presunto inquinamento causato dalla Tirreno Power – spiega Melis – Si tratta di un documento importante che permette di fare ulteriore chiarezza sul nesso tra la produzione di energia della centrale usando carbone e gli effetti sulla salute della popolazione”.

Sulla centrale e’ in corso l’udienza preliminare. Le accuse sono disastro ambientale e sanitario colposo. Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio di 26 persone, tra queste i vertici dell’azienda. Nell’inchiesta inizialmente erano stati coinvolti anche i politici a capo delle amministrazioni locali (Comuni, Provincia e Regione), ma successivamente la loro posizione e’ stata archiviata. La centrale fu sequestrata nel 2014.

L’accusa, in sintesi, e’ che i fumi emessi dai gruppi a carbone abbiano causato un aumento dell’inquinamento nonche’ della mortalita’ dei residenti. Sotto accusa anche la mancata installazione da parte dell’azienda di centraline a camino che permettessero di monitorare in modo piu’ efficace la composizione di quei fumi e la rispondenza ai dettami di legge. La prossima udienza e’ fissata per il 12 aprile. Ora la centrale produce solo a metano. Le ciminiere da cui uscivano i fumi della combustione del carbone sono in state smantellate.