Avatar per correggere la disonesta’, vaccini per combattere i batteri resistenti agli antibiotici e la rigenerazione del cuore per curare l’infarto: grazie a queste ricerche l’Italia si e’ aggiudicata l’ottavo posto tra i Paesi europei i cui progetti si sono aggiudicati il finanziamento complessivi di 653 milioni di euro dal Consiglio Europeo per la Ricerca (Erc). Guardando invece alla nazionalita’ dei ricercatori premiati, quelli italiani si posizionano al quinto posto in quando molti di essi lavorano all’estero. Li precedono britannici, tedeschi, francesi e spagnoli.
Considerando invece la nazionalita’ dei ricercatori a capo dei progetti premiati, mentre le 11 ricerche italiane sono tutte condotte da italiani, nella maggior parte degli altri Paesi almeno una parte e’ guidata da ricercatori stranieri ospiti. Un dato, questo, che indica come l’Italia non sia, per chi arriva dall’estero, un Paese molto “attraente” in cui andare a fare ricerca.
Gli 11 progetti italiani approvati dall’Erc spaziano nei campi piu’ disparati. Nell’ambito della Fisica e dell’Ingegneria, con algoritmi per capire i meccanismi del commercio online e studi sul comportamento collettivo di sistemi biologici, si collocano 6 ricerche. 4 appartengono al campo delle Scienze umanistiche e sociali, dagli avatar virtuali per imparare l’onesta’ a ricostruzioni di una nuova lingua scritta usata nell’antichita’ e nel Medioevo.
Ultimi ma non ultimi i 2 progetti per le Scienze della Vita: la rigenerazione cardiaca per curare l’infarto e i vaccini come rimedio alle infezioni batteriche resistenti agli antibiotici. Guardando la lista di universita’ e centri di ricerca coinvolti, il grande assente e’ il Sud. Ad aggiudicarsi i fondi sono infatti cinque regioni di Nord e Centro: Trentino, con Universita’ di Trento e Fondazione Bruno Kessler; Friuli con l’Universita’ di Trieste; Lombardia con l’Universita’ Commmerciale Bocconi e quella di Pavia; Toscana con Universita’ di Pisa e Fondazione Toscana Life Sciences; Lazio con Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e l’Universita’ Sapienza di Roma, con ben 3 progetti.


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