Calabria: ritrovati nel Pollino molluschi risalenti al Cretacico

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“Vedremo Molluschi risalenti al Cretacico. Ci sono e le vedremo sul Pollino. Le Rudiste erano Molluschi bivalvi a forma conica-cilindrica,  vissute esclusivamente nei mari caldi del Cretacico, contribuirono con i loro accumuli-sedimenti alla formazione dei depositi “calcari a Rudiste”, per tale motivo – ha dichiarato Marco Laino, Guida AIGAE e geologo –  vengono considerate ottimi fossili guida per le datazioni del Cretacico. Vivevano nei mari poco profondi dell’antica Tetide del Mesozoico. Nel Pollino come in buona parte dell’Appennino è possibile individuare grandi banchi fossiliferi che “raccontano” la storia geologica di queste montagne. Vedremo queste meraviglie il 2 Giugno”.

“Il 2 Giugno sarà un itinerario escursionistico immerso in una delle aree più suggestive del Pollino, la valle del Raganello – ha proseguito Silvio Carrieri, Guida AIGAE –  camminando tra particolari paesaggi geologici e risalendo La Falconara (1656m) che ci offrirà splendidi panorami sul Massiccio del Geoparco del Pollino.

Uno straordinario itinerario escursionistico che si svilupperà  nell’area delle grandi pareti calcaree della valle del Raganello, con la risalita della Timpa di San Lorenzo (1652 m) e della Falconara (1656 m). Paesaggi mozzafiato che raccontano la storia geologica del Pollino.

Le grandi pareti calcaree, spettacolari monoclinali, denominati “timpe”, sono tra i più suggestivi paesaggi rocciosi del territorio del Pollino. La Timpa di San Lorenzo, la Falconara, sono il cuore di roccia calcarea, affiorante, del Parco. Paesaggi maestosi, aridi, difficili ma affascinati, dove nidificano i grandi rapaci veleggiatori come l’Aquila reale, dove pascolano le capre e le pecore dei pochi pastori rimasti alle alte quote del Pollino e che nascondono le storie dei briganti dei tempi antichi.

L’itinerario “PETRE E TIMPE: PAESAGGI, GEOLOGIA E NATURA DEL GEOPARCO DEL POLLINO” si snoderà tra le pareti calcaree più imponenti, tra le “petre” termine dialettale per indicare genericamente gli ambienti rocciosi, sino a raggiungere gli affacci panoramici che dominano l’alta valle del torrente Raganello  consentendo di allungare lo sguardo verso la costa ionica calabrese e l’entroterra lucano”.

Domenica 3 Giugno, invece bellissima escursione nell’area dell’Orsomarso. Partenza all’Alba di Domenica 3 Giugno

“Sarà un’escursione di ben 13 chilometri – ha dichiarato Domenico Gioia, Coordinatore delle Guide Aigae della Calabria –  e dopo tre ore raggiungeremo quota di mt. 1296 s.l.m. e successivamente il Rifugio Belvedere. Poi proseguiremo per la località di Passo della Melara successivamente per le bellissime sorgenti dell’Esaro ed infine per Passo dello Scalone. Entreremo nell’habitat naturale del capriolo, e dell’aquila reale con una bellissima vegetazione di Pini Loricati. Partenza all’alba”.

In Italia anche la Valle delle Tagliole – C’è il passo di Annibale

C’è la Valle delle Tagliole – ai confini con la Toscana –  vedremo il passo di Annibale.

“La Valle delle Tagliole è in provincia di Modena e la vedremo il 3 Giugno. La valle è stata percorsa fin dal tempo dei romani, per valicare l’Appennino: sul crinale della valle, al confine con la Toscana, si trova infatti il passo di Annibale – ha dichiarato Claudia Borelli, Guida AIGAE dell’Emilia – Romagna –  dove lo storico condottiero ha attraversato l’Appennino con gli elefanti.

Il sentiero “Le antiche orme” ci permetterà di riscoprire una storia più recente, a cavallo tra 1400 e 1900, quando la valle era densamente abitata ed erano presenti varie attività legate al bosco: abili falegnami, fabbricanti di cassette, produttori di calcina, ecc. Delimitato molto spesso da antichi muri a secco, il sentiero permette di ammirare altri testimoni silenziosi del tempo che scorre: alla partenza potremo ammirare un acero centenario, mentre a metà percorso faremo conoscenza con l’olmo più antico d’Italia, che ha ben 700 anni, una pianta davvero maestosa.

Per tutto il percorso attraverseremo uno splendido bosco di faggi, che nel periodo delle repubbliche marinare, venivano tagliati per fare lunghi remi usati nelle galere.

Insomma un percorso escursionistico, ma denso di storia locale e non solo, tutto all’interno del bosco”.