Nel momento in cui cadono attivita’ “ostili” e minacce alla sicurezza non c’e’ ragione per la Corea del Nord di essere uno “Stato nucleare”. Lo ha detto il leader nordcoreano Kim Jong-un al presidente Xi Jinping, nel summit di Dalian. Kim ha auspicato, secondo la Nuova Cina, che Nord e Usa “costruiscano la reciproca fiducia col dialogo” e che le parti prendano “misure regolari e sincronizzate in modo responsabile” verso “la risoluzione politica” ed “eventualmente raggiungere la denuclearizzazione e la pace duratura della penisola”.
Kim ha voluto informare Xi degli sviluppi piu’ recenti sulla penisola coreana in un summit tenuto a circa 40 giorni dal primo e in vista di quello che il leader nordcoreano avra’ verosimilmente a giugno con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Pechino, secondo la Nuova Cina, ha apprezzato la mossa di Kim di muoversi dal “byungjin” (lo sviluppo congiunto di nucleare ed economia) dando la priorita’ della costruzione economica e al percorso di denuclearizzazione attraverso il dialogo e le consultazioni tra Pyognyang e Washington.
Tutto questo, in vista di una soluzione dei contenziosi irrisolti da lungo tempo, ha osservato Xi, rivendicando il ruolo attivo di Pechino nella “realizzazione della pace di lungo termine e della stabilita’ regionale”. Il leader nordcoreano era accompagnato da un’importante delegazione, di cui ha fatto parte anche l’inseparabile sorella Kim Yo-Jong, qualficata come “membro supplente del Politburo e primo vice direttore del dipartimento Propaganda e Agitazione” del Partito dei Lavoratori.


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