Ebola, crescono i casi in Congo: ecco il piano per la vaccinazione

Nella Repubblica democratica del Congo salgono a 46 i casi sospetti, probabili e confermati di Ebola e arrivano a quota 26 le morti segnalate dal 18 maggio. Mentre per tentare di fermare i contagi il Governo si appresta a vaccinare, con il sostegno dell’Organizzazione mondiale della sanità e dei suoi partner, le popolazioni ad alto rischio nelle zone colpite.

Ed è proprio l’Oms, in una nota, a fare il punto sulla campagna di immunizzazione che è partita oggi con la somministrazione dei primi vaccini agli operatori sanitari attivi nelle aree del contagio. Al via in parallelo un’attività di sensibilizzazione delle comunità locali per prepararle alla “vaccinazione ad anello” che verrà messa in campo.

L’agenzia Onu per la sanità mette però l’accento anche sulla necessità di fondi per garantire la risposta a Ebola nel Paese africano nei prossimi 3 mesi: “L’Oms e i partner – si legge nella nota – hanno bisogno di 26 milioni di dollari”.

L’Italia viene citata fra le realtà dalle quali sono “stati ricevuti finanziamenti”, insieme al Central Emergency Response Fund delle Nazioni Unite, a Gavi – Vaccine Alliance, Usaid (United States Agency for International Development), Wellcome Trust e Department for International Development (Dfid) britannico. L’Oms ha inoltre sbloccato 2 milioni di dollari Usa dal suo Fondo per le emergenze. Intanto, sono in tutto “più di 7.500” le dosi di vaccino rVSV-ZEBOV impegnate per il programma che verrà attuato nella provincia dell’Equatore, nel Nord-Ovest del Paese.

La maggior parte dei casi segnalati finora è nella zona di Bikoro, una remoto centro rurale, mentre sono 4 i casi confermati nell’area urbana di Mbandaka, capoluogo della provincia con una popolazione di oltre 1 milione di persone. I vaccini, riferisce l’Oms, sono stati donati dalla Merck, mentre l’organizzazione internazionale ‘Gavi, the Vaccine Alliance’, che mette insieme soggetti pubblici e privati, sta contribuendo con 1 milione di dollari Usa ai costi operativi.

Il Wellcome Trust e il Dfid britannico si sono invece impegnati per garantire fondi a sostegno di attività di ricerca. “La vaccinazione sarà la chiave per controllare questo focolaio”, ha affermato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Siamo grati per il supporto dei nostri partner al fine di rendere tutto questo possibile”.

In campo per l’attuazione della vaccinazione ad anello contro il virus Ebola il ministero della Sanità della Repubblica democratica del Congo, insieme all’Oms, e a Medici senza frontiere (Msf), Unicef e altri partner chiave. La profilassi verrà offerta alle persone entrate in contatto con i casi confermati e ai loro contatti, oltre al personale sanitario che opera in prima linea e ad altri gruppi potenzialmente esposti al virus, inclusi operatori di laboratorio, team di sorveglianza e responsabili delle sepolture.

“Dobbiamo agire rapidamente per fermare la diffusione di Ebola proteggendo le persone a rischio di essere infettate, identificando e mettendo fine a tutte le catene di trasmissione e garantendo che tutti i pazienti abbiano accesso rapido a cure sicure e di alta qualità”, ha sottolineato Peter Salama, Deputy Director-General di Oms per la preparazione e la risposta alle emergenze.

La strategia di vaccinazione ad anello, chiarisce l’Oms, si basa sul rintracciare al più presto tutti i contatti di ogni caso recente. Le squadre sul campo hanno intensificato la ricerca e ne sono stati identificati più di 600 fino ad oggi. “E’ una procedura complessa”, ha puntualizzato Matshidiso Moeti, direttore regionale dell’Oms per l’Africa.

“I vaccini devono essere conservati a una temperatura compresa tra -60 e -80 gradi centigradi. E trasferirli e conservarli nelle aree colpite è una grande sfida”. L’Oms ha per questo inviato speciali vettori per il trasporto di vaccini, che possono mantenere il loro contenuto a temperature sotto lo zero per un massimo di una settimana, ma ha anche allestito dei congelatori per la conservazione delle dosi a Mbandaka e Bikoro. Sono stati anche schierati esperti al fianco degli operatori sanitari locali.

Il vaccino, prosegue l’Oms, “ha dimostrato di essere altamente protettivo contro l’Ebola in un importante trial nel 2015 in Guinea. Tra le 5.837 persone a cui è stato somministrato, nessun caso di Ebola è stato registrato 9 giorni o più dopo la vaccinazione. Mentre il vaccino è in attesa di revisione da parte delle autorità regolatorie competenti, lo Strategic Advisory Group of Experts on Immunization (Sage) dell’Oms ne ha raccomandato l’uso nell’ambito di un protocollo di accesso esteso/uso compassionevole durante i focolai di Ebola legati al ceppo Zaire, come quello in corso nella Repubblica democratica del Congo.