Grassi saturi e insaturi: ecco quali prediligere e in che quantità

MeteoWeb

Limitare i grassi a tavola. Le calorie assunte dai grassi saturi, come quelli contenuti in latte e formaggi, non dovrebbero superare il 10% dell’apporto calorico giornaliero e quelle provenienti dai grassi trans dovrebbero rimanere sotto l’1%. E’ l’indicazione contenuta nella bozza delle nuove linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, illustrate da Francesco Branca, direttore del Dipartimento nutrizione dell’Oms, in conferenza stampa a Ginevra.

Le linee guida sono state riviste per la prima volta dal 2002 e da oggi sottoposte a consultazione pubblica. Superati i vai passaggi, dovrebbero essere pubblicate entro l’autunno. L’obiettivo è ridurre l’impatto delle malattie non trasmissibili, innanzitutto patologie cardiovascolari e diabete, fra bambini e adulti, come spiega Branca: “Le malattie non trasmissibili sono la causa principale di morte, responsabili del 72% del totale dei decessi nel mondo, ben 39,5 milioni su 54,7 milioni. In particolare, fra questi, il 50% è attribuibile alle patologie cardiovascolari. E in molti casi si tratta di morti precoci, prima dei 70 anni”.

E uno stile di vita sano, sottolineano gli esperti dell’Oms, passa anche attraverso il controllo dei grassi, saturi e trans. I primi si trovano nei cibi di origine animale, come burro, latte, carne, salmone e uova, e in alcuni di derivazione vegetale come cioccolata e burro di cacao e l’olio di palma.

Se un adulto attivo ha bisogno di 2.500 calorie al giorno, spiega Branca all’Adnkronos Salute, “parliamo di 250 calorie circa provenienti da grassi saturi, poco meno di 30 grammi al dì: l’equivalente di 100-150 gr di formaggio, un litro di latte intero, di 50 grammi di burro e altrettanti di olio di palma. Per i bambini le proporzioni si riducono un po’, ma – sottolinea – si tratta di quantità compatibili con un consumo moderato di prodotti lattiero-caseari e di origine animale”. Che, dunque, non vanno banditi dalla dieta. E soprattutto “non vanno sostituiti con prodotti industriali a bassissimo contenuto di grassi, ma ricchi di zuccheri, come quelli da forno”, raccomanda.

Decisamente meno, invece – sotto l’1% dell’apporto calorico quotidiano – è la quantità di grassi trans ‘concessa’, che in ogni caso sarebbe bene sostituire, secondo l’Oms, con i grassi polinsaturi come quelli contenuti nel pesce, nell’olio di oliva e di canola. I grassi insaturi, spiega Branca, “si trovano nei prodotti da forno e fritti, cibi e snack confezionati. In Italia non rappresentano un problema, e in generale in Europa si registrano consumi piuttosto bassi, pari in media all’1,1%. Ormai da anni si è intervenuti e non vengono più utilizzati prodotti come le vecchie margarine, ricche di questi grassi”.

Se i consumi europei non sono lontani dalla soglia raccomandata nelle nuove linee guida dell’Oms, “ben altri valori si raggiungono – prosegue l’esperto – in India, Pakistan, Egitto e Messico, che superano il 5%”. Su questi Paesi si concentrerà l’Oms, che dichiara guerra ai grassi insaturi: “Il 14 maggio – anticipa Branca – lanceremo un’iniziativa globale per ridurre progressivamente l’assunzione di grassi trans, con l’obiettivo di eliminarli del tutto entro il 2023, attraverso la legislazione e il dialogo con le industrie”.