“La ricerca geofisica di alto livello fornisce prove definitive: la camera nascosta a fianco o dentro la tomba di Tutankhamun non esiste”. Lo ha annunciato Mostaf Waziri, segretario generale del consiglio supremo delle Antichità dell’Egitto.
La scoperta arriva nell’ambito di una ricerca coordinata da Franco Porcelli, ‘archeofisico’, docente del Politecnico di Torino del dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia e membro effettivo del Collegio di Ingegneria Elettronica, delle Telecomunicazioni e Fisica (ETF), che aveva come finalità comprendere se esistesse o meno la tomba di Nefertiti, la sposa del faraone Akhenaton.Le tecnologie e le strumentazioni radar del team composto anche da membri dell’Università di Torino e delle aziende Geostudi Astier di Livorno e 3dGeoimaging di Torino hanno permesso di scansionare sia orizzontalmente che verticalmente l’area adiacente alla tomba.
L’esito – informa una nota del ministero delle antichità egiziane- è che “dalle analisi radar non si vedono discontinuità provocate dal passaggio dalla roccia naturale ai muri fatti a mano, né appaiono tracce di stipiti o architravi di una porta d’ingresso”.
Ciò che emerge dalle analisi radar permettono anche di escludere che ci siano i muri di una camera o aree di vuoto dietro i dipinti della stanza funeraria di Tutankhamun. Porcelli, che ha una lunga conoscenza dell’Egitto,con il suo team si sono avvalsi di georadar di ultima generazione.
Si pone fine così a una controversia in atto da anni, che vedeva contrapposti due gruppi di ricerca, uno giapponese e l’altro statunitense, che in passato avevano prodotto risultati contrastanti sulla tesi dell’egittologo britannico Nicholas Reeves, per cui la tomba della regina Nefertiti avrebbe potuto essere dietro i dipinti a nord e a ovest della camera funebre. Una teoria lanciata nel 2015.


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