Arriva il ‘robot radiochirurgo’ per eliminare il dolore provocato dalla nevralgia del trigemino. Il bisturi cibernetico ci riesce in 8 pazienti su 10, secondo uno studio del Centro diagnostico italiano (Cdi) che sarà sotto i riflettori internazionali in occasione di un vertice fra super esperti dedicato alla radiochirurgia e ospitato a Milano proprio dal Cdi.
Il convegno ‘Frontiers of Radiosurgery’ è in programma per domani, giovedì 10 maggio, e sarà incentrato sulle nuove prospettive che questo campo riserverà nell’immediato futuro. Lo studio del Cdi mostra per esempio i risultati ottenuti con il ‘raggio-bisturi’ nel trattamento non invasivo della nevralgia del trigemino, patologia che secondo l’Istituto superiore di sanità colpisce circa 5 persone su 100 mila, facendo registrare in Italia circa 3 mila nuovi casi ogni anno.
Come un’intensa scossa elettrica: i pazienti, tipicamente di età superiore ai 40 anni, descrivono il più delle volte così il dolore sperimentato. Attacchi improvvisi e imprevedibili, di breve durata, ma definiti come una vera tortura. Può essere uno stimolo sensoriale a innescarli: radersi, lavarsi il viso o i denti, masticare, inghiottire in fase acuta diventa un incubo.
Il freddo è l”habitat naturale’ di questo disturbo che si accentua molto durante l’inverno con l’abbassarsi delle temperature. Per i pazienti è una dolorosa altalena fra fasi di benessere e momenti di frequente e intensa sofferenza. Il vantaggio della radiochirurgia eseguita con CyberKnife è che i tessuti malati che provocano dolore sono distrutti attraverso radiazioni ionizzanti, invece di essere asportati chirurgicamente. Quindi senza tagli.
Il bisturi cibernetico è costituito da un acceleratore lineare montato su un braccio robotico, che può assumere oltre 1.500 posizioni differenti intorno al paziente al fine di arrivare dove la chirurgia tradizionale è interdetta. Con oltre 10 mila pazienti trattati negli ultimi 14 anni, il Cdi è uno dei centri “con la maggiore casistica mondiale nell’utilizzo di questa strumentazione”, sottolineano dalla struttura.
Lo studio sulla nevralgia del trigemino è stato pubblicato su ‘Neurosurgery’. Nel corso del lavoro, spiega Pantaleo Romanelli, autore del lavoro e direttore scientifico del Centro CyberKnife del Cdi, “abbiamo trattato, utilizzando CyberKnife, 138 pazienti con nevralgia del nervo trigemino. Il 93,5% ha registrato un miglioramento dopo circa 3 settimane e il 78,9% non aveva più alcun dolore dopo 6 mesi.
Questi positivi risultati sono rimasti stabili dopo 3 anni nel 76% dei pazienti. Si tratta di un riscontro davvero importante, perché ottenuto con una tecnica non invasiva e quindi molto meno onerosa per il paziente”.
Romanelli sarà tra i relatori del convegno insieme a vari esperti internazionali: Andres Lozano, professore e direttore del Dipartimento di neurochirurgia dell’università di Toronto (Canada), che parlerà di ultrasuoni focalizzati; Scott Soltys, professore di radio-oncologia alla Stanford University (Usa), che tratterà dell’impiego del CyberKnife per le metastasi cerebrali; John Adler, professore di neurochirurgia alla Stanford University e pioniere dello strumento, che presenterà un nuovo modello di CyberKnife; Shalom Kalnicki, professore di radio-oncologia all’Albert Einstein College of Medicine di New York, che approfondirà il tema del trattamento dei tumori cerebrali di ampie dimensioni.


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