Pronto soccorso, aumentano i pazienti over 80: +100mila l’anno

I pazienti con piu’ di 80 anni sono in Italia circa 5 milioni e aumentano nei Pronto soccorso nazionali al ritmo di circa 100.000 all’anno. Di questi circa il 50% vengono ricoverati dopo le cure in urgenza. Il dato emerge da una ricerca presentata dalla Societa’ italiana di medicina di emergenza-urgenza (Simeu) in occasione del congresso nazionale in corso a Roma.

Si tratta di pazienti particolari, affermano gli esperti, che presentano varie comorbilita’, che comportano politerapia farmacologica, fattori che determinano un quadro clinico complesso. Si definiscono “fragili” perche’ spesso al problema sanitario si associano stress psichico, disabilita’, scarso o assente sostegno familiare e quindi alto rischio di ricovero in lungodegenza.

La compresenza di questi fattori determina un aumento della mortalita’. Per questi pazienti, che assorbono una rilevante percentuale delle risorse sanitarie totali, avverte la Simeu, “e’ urgente un approccio specifico: in conseguenza del declino fisiologico di molteplici organi ed apparati, presentano manifestazioni patologiche nel 90% dei casi differenti dalle manifestazioni in un paziente piu’ giovane. Cosi’ come sono differenti gli esiti dei farmaci”.

Dunque, “non bisogna curare una determinata patologia nell’anziano – afferma Francesco Rocco Pugliese, presidente nazionale Simeu – ma bisogna curare l’anziano che presenta quella patologia. E’ necessaria una presa in carico globale del paziente anziano, tenendo conto delle caratteristiche legate all’eta’. Quindi innanzitutto deve cambiare l’approccio culturale a questo particolare tipo di paziente, ma poi necessariamente bisogna immaginare una differente organizzazione delle cure”.

Nell’ottica di sviluppare percorsi di cura dedicati a questo particolare tipo di paziente, Simeu ha iniziato a lavorare con la Societa’ italiana di geriatria ospedale e territorio (Sigot). Inoltre, Simeu ha inaugurato durante il Congresso in corso il primo corso per professionisti sanitari sulla gestione del Grande Anziano in urgenza. Il punto, conclude Pugliese, e’ che “gli ospedali, in collaborazione stretta con i servizi territoriali, devono trasformarsi per accogliere questo nuovo tipo di paziente per affrontarne la patologia acuta”.