Sanità, Ricciardi: “Medicina integrata che risponda a bisogni complessi”

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Al fine di “costruire un sistema sanitario moderno e più efficace” quella di “una medicina integrata, capace di rispondere ai bisogni complessi degli scenari futuri che l’evoluzione delle tecnologie stanno disegnando per la cura e l’assistenza, è una delle risposte necessarie che dovremo dare”.

E’ quanto sostenuto dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi intervenendo al XXIII Congresso Nazionale Fadoi-Federazione Nazionale Dirigenti Ospedalieri Internisti in corso a Bologna sino a domani.

A giudizio del presidente dell’Iss, si legge in una nota, “ciò che più conta soprattutto oggi che l’universalità delle cure, su cui è fondato il nostro Ssn, sembra essere messa in discussione dal costo dell’innovazione e dall’aumento della cronicità, è proprio la capacita’ di coniugare visioni diverse da un punto di vista medico, favorendo l’affermazione di una visione sul paziente che integri più di un punto di vista e che lo osservi quindi nella sua totalità”.

Quindi, ha argomentato Ricciardi, occorre “un approccio sanitario sostenuto da un modello capace di integrare visioni differenti. In issquest’ottica, per esempio, non è più sufficiente la semplice allocazione delle risorse, ma è necessario che siano allocate in maniera appropriata e in modo che la loro destinazione corrisponda in qualche modo alle aspettative e ai bisogni del paziente. Solo così è possibile garantire un risultato di salute ed evitare lo spreco di risorse”.

Pertanto, ha sottolineato ancora, “è sempre più necessaria in medicina una visione olistica, perché in un contesto in cui sempre più anziani, con a carico più di una patologia, spesso non adeguatamente trattata, e’ al paziente nel suo complesso che la cura si deve riferire”.

E sul tema, secondo il presidente di Fadoi, Andrea Fontanella, nella presa in carico di malati cronici con più patologie concomitanti “la gestione integrata delle differenti terapie per le diverse patologie concomitanti e’ il punto cruciale per perseguire l’efficacia terapeutica senza danni per il paziente“.

Inoltre, ha aggiunto, il presidente della Fondazione Fadoi, , Mauro Campanini è “fondamentale l’evoluzione della figura dell’infermiere di medicina interna che ha più di tutti un rapporto diretto con i pazienti. A questo scopo Fadoi promuove e sostiene l’Animo, l’Associazione Nazionale Infermieri di Medicina Interna) con lo scopo di migliorare la qualità dell’assistenza e una corretta erogazione della cura”.

Fadoi, la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, è una società scientifica di Medicina Interna attiva da oltre 20 anni e conta circa 3.000 iscritti.