Dalle serre per la coltivazione in condizioni estreme al recupero delle risorse dagli scarti umani, le soluzioni adottate dall’Agenzia Spaziale Europea per le missioni di lunga durata su Marte e sulla Luna avranno importanti ricadute sulle future sfide del nostro Pianeta. Questi temi saranno al centro di un workshop in programma dal 16 al 18 maggio al Cnr di Roma, nel quale si confronteranno per la prima volta i maggiori esperti della comunità scientifica internazionale.
Il meeting è organizzato congiuntamente da Agrospace Conference, un’iniziativa della Pmi italiana Arescosmo, e dal progetto Melissa al fine di promuovere la ricerca sui sistemi rigenerativi per il sostegno alla vita nello spazio.
Questi sistemi devono permettere di produrre cibo, rigenerare l’atmosfera, recuperare acqua e riciclare tutti gli scarti. Uno dei problemi principali di progetti così impegnativi è quello dell’approvvigionamento degli astronauti per raggiungere il Pianeta Rosso, su cui l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) conta di far atterrare entro il 2040 il primo volo con equipaggio umano: tra ossigeno, acqua e cibo, bisognerebbe far viaggiare oltre 30 tonnellate di rifornimenti, con costi elevatissimi.
Da 28 anni l’ESA ha dato vita al progetto Melissa, che studia come sia possibile ricostruire a bordo di una navicella e di una base spaziale un ciclo vitale che permetta la sopravvivenza di uomini con l’aiuto di piante e micro-organismi: elemento chiave è il riuso circolare delle risorse per produrre cibo, acqua pulita e ossigeno.
Nella tre giorni romana – nella quale, oltre all’Europa, saranno rappresentati gli Usa, il Giappone, la Cina e la Russia – il progetto Melissa e il programma Agrospace si uniranno per implementare la ricerca sui sistemi di sopravvivenza a circuito chiuso. Interverranno, tra gli altri, il project manager dell’Esa per Melissa Christophe Lasseur, Toru Shimazu per l’agenzia spaziale giapponese (Jaxa) e Mark Kliss della Nasa.


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