Staminali, ciechi dopo pseudo-cure: la Fda punta a bloccare 2 società in Usa

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Le pseudo-cure a base di cellule staminali ‘seducono’ anche negli Usa. Ora a muoversi è la Food and Drug Administration, che ha chiesto ai tribunali federali di diversi Stati di fermare definitivamente due società specializzate in staminali, dopo le segnalazioni di pazienti che sarebbero diventati ciechi in seguito a questi trattamenti.

A segnalarlo è il ‘Washington Post’. Annunciando la richiesta di ingiunzione, la Fda ha dichiarato che società come la Us Stem Cell Clinic in Florida, Cell Surgical Network in California e altri centri simili stanno sfruttando la disperazione dei pazienti, causando loro “danni gravi e permanenti”.

L’agenzia ha affermato che entrambe le società “hanno continuato a ignorare la legge” e hanno commercializzato i loro prodotti senza un’approvazione regolamentare.

Nessuna procedura è stata vagliata e autorizzata dalle autorità, e diversi medici sono arrivati a paragonare queste strutture a venditori ambulanti di olio di serpente.

“È importante inviare un messaggio deterrente più forte: se c’è chi mette a rischio i malati e li danneggia, prenderemo provvedimenti”, assicura il nuovo commissario Scott Gottlieb, annunciando ulteriori azioni nei prossimi mesi, incluse alcune ‘warning letter’ ad altri centri. Quello delle staminali “è un campo molto promettente, ma vediamo anche malintenzionati mettere a rischio le persone, danneggiare i pazienti e diffondere false speranze”, sottolinea Gottlieb.

Dal canto suo il co-fondatore di Cell Surgical Network, il più grande gruppo di cliniche indipendenti specializzate in staminali del Paese, respinge le accuse al mittente e definisce “ridicola” l’azione giudiziaria della Fda. Mark Berman, chirurgo plastico di Beverly Hills, ha affermato che i trattamenti forniti dalle 100 cliniche della sua rete non dovrebbero essere considerati come farmaci che richiedono una regolamentazione da parte della Food and Drug Administration, perché non si tratta di farmaci ma di cellule staminali derivate dal grasso dei pazienti.

Insomma, sarebbe fuori strada chi sostiene che “delle cellule prelevate dal corpo dei pazienti sono farmaci”. Berman si è rivolto a diversi avvocati dell’area di Washington e ha presentato ricorso, dicendosi pronto ad arrivare fino alla Corte Suprema, se necessario. Per il suo socio e co-fondatore della rete, Elliot Lander, “sono in gioco questioni molto più importanti della nostra attività: quando eseguiamo queste procedure chirurgiche, stiamo dando ai pazienti l’accesso a cellule curative nel loro stesso corpo. Se questo dovesse essere approvato come un prodotto farmacologico, ci vorrebbero centinaia di milioni di dollari e degli anni per riuscirci”.