Aids: appello degli infettivologi contro il negazionismo 

“Dobbiamo lottare contro il negazionismo. Il Ministero della Salute e gli Ordini professionali intervengano a protezione dei cittadini”. Per Massimo Galli, Presidente SIMIT, occorre intervenire con fermezza.

La recente vicenda dell’autotrasportatore di Ancona HIV positivo, arrestato con l’accusa di lesioni colpose gravissime per aver avuto rapporti sessuali non protetti con un elevato numero di partner, riporta clamorosamente alla ribalta il negazionismo di HIV, la teoria destituita di qualsiasi base scientifica, secondo la quale HIV non esiste o non ha alcun ruolo nel causare l’AIDS.

In particolare la societa’ scientifica contesta posizioni negazioniste diffuse e propagandate da laureati in medicina iscritti all’Ordine, in aperta violazione del codice deontologico professionale e in spregio dell’evidenza scientifica.

”E’ opportuno che gli Ordini professionali vigilino su questi temi e se necessario intervengano. Riteniamo inoltre necessario che Ordini professionali e il Ministero competente prendano una chiara posizione contro il negazionismo in HIV e chi lo fomenta”.

Dall’inizio dell’epidemia i morti di AIDS sono stati, secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della Sanità, oltre 35 milioni. In Italia sono morte di AIDS più di 44mila persone: per avere un valore di riferimento, nella guerra del Vietnam i caduti americani sono stati un po’ meno di 60mila e nelle guerre per l’indipendenza italiana meno di settemila.