E’ partita ed e’ ora a pieno regime la stagione irrigua 2018 nel comprensorio gestito dal Consorzio di Bonifica Pianura Friulana. Desta pero’ una “certa preoccupazione” l’andamento delle portate del Fiume Tagliamento e del Torrente Torre, principali fonti di alimentazione della fitta rete di canali che, solcando il territorio consortile nel Medio Friuli, garantiscono non solo l’approvvigionamento a fini irrigui ma apportano benefici ambientali e paesaggistici.
E’ quanto afferma in una nota il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana. Le scarse precipitazioni nel mese di giugno nelle aree montane – spiega il Consorzio – stanno comportando una graduale riduzione delle portate fluenti, con possibile situazione di deficit idrico nella principale opera di presa di Ospedaletto, nel comune di Gemona del Friuli.
Il Consorzio sta monitorando costantemente la situazione per gestire al meglio eventuali criticità a luglio, periodo in cui le colture hanno il maggiore fabbisogno irriguo. Per quanto riguarda la campagna irrigua, informa il Consorzio, da meta’ giugno anche i comprensori di Santa Maria di Sclaunicco e Codroipo, oggetto di lavori di conversione irrigua nello scorso inverno, beneficiano dei nuovi impianti a pressione.
La superficie servita dagli impianti consortili (un centinaio di pozzi e oltre una ventina di centrali di pompaggio, gestiti e manutenzionati da una cinquantina di operai distribuiti nell’intero comprensorio di 200 mila ettari, da Gemona fino a Lignano e Grado) supera i 44 mila ettari, di cui circa 30 mila beneficiano di irrigazione a pressione e circa 14 mila ettari di irrigazione a scorrimento. A questa si aggiungono le aree della bassa friulana a valle della linea delle risorgive, servite dall’uso promiscuo della rete di scolo gestita da manufatti di ferma e regolazione e dalle idrovore.


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