Arpa Lombardia: superata la soglia di informazione di ozono in più province

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I tecnici di Arpa Lombardia hanno registrato, nella giornata di ieri, 17 giugno 2018, il superamento della soglia di informazione dell’ozono, pari a 180 micro grammi per metro cubo di concentrazione oraria, in diverse province lombarde.

I valori massimi sono stati segnalati nella fascia prealpina a nord di Milano, sottovento alla città. In particolare, il valore massimo stato registrato nella stazione di Saronno Santuario (in provincia di Varese) con 191 micro grammi per metro cubo; 190 a Cantù, 186 a Meda, 182 e 191 a Calusco ed a Erba.

Le previsioni meteorologiche dei prossimi giorni fanno inoltre ritenere probabili ulteriori superamenti delle soglie stesse. L’ozono è un gas naturale che si forma normalmente nella stratosfera, lo strato dell’atmosfera terrestre che si estende dai 10-15 Km fino a 30 circa.

La sua presenza qui è fondamentale per la vita sulla terra perchP fornisce un eccellente schermo in grado di filtrare le radiazioni ultraviolette (UV), potenzialmente cancerogene. I gas inquinanti prodotti dall’uomo, soprattutto il Freon (usato principalmente come propellente per le bombolette spray) e l’ossido di azoto (NO, prodotto dai motori degli aerei) si propagano nella stratosfera e favoriscono la diminuzione dell’ozono, portando ad un assottigliamento dello strato di ozono stratosferico, il cosiddetto buco dell’ozono.

Nella parte più bassa dell’atmosfera, la troposfera, l’ozono è invece dannoso per la salute umana e per la vegetazione: qui si trova come inquinante secondario, prodotto dalla reazione dell’ossigeno con il biossido di azoto (NO2) e il contributo dei composti organici volatili (COV), in presenza di forte irraggiamento solare e di elevate temperature.

Di conseguenza, le concentrazioni di ozono sono nettamente più elevate nelle ore pomeridiane dei mesi estivi, anche se variano molto in funzione delle condizioni meteorologiche.

Diversamente dagli inquinanti primari, che sono riscontrabili direttamente vicino alle sorgenti che li producono, l’ozono, per effetto dei movimenti e dei rimescolamenti delle masse d’aria che trasportano i “precursori” (appunto NO2 e COV), si può formare a distanza di tempo ed in luoghi anche molto lontani dalle fonti di inquinamento primario, e può a sua volta subire fenomeni di trasporto anche notevoli.

Il D. Lgs. 155/2010 prevede per l’ozono una soglia di informazione e una di allarme. La prima, pari a 180 microgrammi per metro cubo di concentrazione oraria, è il livello oltre il quale c’è un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di assicurare informazioni adeguate e tempestive.

La soglia di allarme, pari a 240, invece è il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di adottare provvedimenti immediati Per applicazione dell’art. 10, comma 1, deve essere misurato o previsto un superamento per tre ore consecutive.