“Un centro di queste dimensioni deve ambire almeno a raddoppiare il proprio budget a regime. Quindi tra sei-sette anni ci auguriamo che il bilancio possa essere il doppio di quello di adesso”: è questo l’auspicio del presidente della Fondazione Human Technopole, Marco Simoni, durante una conferenza stampa a Palazzo Italia, sede dell’omonimo istituto di ricerca sulle scienze della vita che sta sorgendo nel sito dove si è svolto Expo 2015 (oggi ribattezzato Mind, accronimo di Milano Innovation District).
Ieri si è riunito per la prima volta il Consiglio di sorveglianza della Fondazione, presieduto sempre da Simoni, che ha nominato direttore dell’istituto Iain Mattaj, già direttore generale dello European Molecular Biology Laboratory di Heidelberg e vincitore del concorso internazionale indetto ad aprile 2017 e conclusosi a febbraio scorso.
“Prendendo come riferimento centri che esistono già come quello dal quale proviene Mattaj – ha detto Simoni – Human Technopole e’ in grado di raddoppiare la dotazione iniziale di fondi pubblici (stanziati con la legge di bilancio 2017, ndr). Questo puo’ avvenire partecipando a bandi europei e di grandi fondazioni internazionali”.
“Poi – ha aggiunto – qui c’è la particolarità dei soci partecipanti che possono essere fondazioni, soggetti privati o anche singoli filantropi. La condizione è che versino almeno lo 0,5% di quanto versato dallo Stato ogni anno”.
Simoni ha anticipato che “ci sono già importanti istituzioni private che hanno manifestato interesse. “La mia ambizione – ha auspicato – è che i soci partecipanti siano tanti, molto dipendera’ molto dalla reputazione scientifica del centro, sulla quale non si può barare”.
La partecipazione di soci privati, che potra’ essere filantropica o meno, dovra’ essere avallata dai tre Ministeri fondatori (Mef, Miur e Ministero della Salute). Il Governo manterra’ sempre una golden share sul progetto – quindi la governance della Fondazione restera’ sempre in mano pubblica – mentre i privati, qualora superino complessivamente il 3% dei contributi erogati ogni anno dallo Stato, potranno esprimere non piu’ di un membro del Consiglio di sorveglianza (che a regime sara’ composto da 12 membri piu’ il presidente). Con l’insediamento del Consiglio di sorveglianza, intanto, si chiude la fase di Human Technopole condotta dall’Istituto Italiano di Tecnologia e dal Comitato di coordinamento guidato da Stefano Paleari.
“Da oggi il testimone passa alla Fondazione che dovra’ essere all’altezza di ambizioni significative” ha detto Simoni. Entro il 2024 nell’istituto lavoreranno 1500 persone e il 75% saranno ricercatori. L’area di Human Technopole includera’ tre edifici esistenti (Palazzo Italia, unita’ di servizio 6 e Cardo Nord Ovest) ancora in fase di rifunzionalizzazione per ospitare i laboratori e uno di nuova costruzione che sorgera’ in una parte del terreno occupata durante l’Expo dal Padiglione di Israele), per un totale di 30mila metri quadrati in prossimita’ dell’Albero della Vita.
Nel frattempo a Palazzo Italia, grazie a una collaborazione con il Politecnico di Milano, e’ gia’ partito il Center for Analysis, Decisions and Society, uno dei sette centri di ricerca che a regime costituiranno il tecnopolo. I primi ricercatori si sono insediati a gennaio.


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