Si chiuderà domani con la partecipazione all’Angelus di Papa Francesco a Roma la tre giorni di studi dell’Associazione dei Bibliotecari Ecclesiastici Italiani dal titolo “Professionalità e carità intellettuale: quarant’anni di Abei (1978-2018)”.
Ha aperto i lavori mons. Francesco Milito, vescovo di Oppido Mamertina – Palmi e Presidente di ABEI. “Il tema scelto per il Convegno – ha detto – che si svolge presso l’Abbazia delle Tre Fontane a Roma, in luogo irrorato dal sangue dei martiri, da San Paolo con migliaia di militari fatti sterminare da Diocleziano, è di per sé significativo: Professionalità e carità intellettuale: quarant’anni di ABEI (1978-2018)”.
Ha poi proseguito: “Sintesi di un’autocoscienza matura, l’ABEI, nel duplice ma complanare livello fra professionalità ed ecclesialità, intende protendersi in avanti nella ricerca delle identità di un servizio che va sempre più profilandosi come un vero e proprio ministero ecclesiale di fatto con riconoscimento per e nelle comunità. L’ABEI ha sempre tratto forza e spunto dal cammino intrapreso della Chiesa italiana sin dagli anni ’90 del secolo scorso, andato sempre più confermandosi come opportuno, necessario e insostituibile, anche in rapporto agli sviluppi maturati con lo Stato italiano. In tutti i passaggi caratterizzanti, l’ABEI è sempre stata indicata nei testi ufficiali come referente qualificata”.
Ha infine concluso sottolineando come i Relatori, scelti per solida esperienza e riconosciuta competenza, approfondiranno, tra oggi e domani, le idee alla base del Convegno: filosofia, storia, spiritualità, pastorale, internazionale. Una rapida scorsa ai lavori aiuta a cogliere l’impianto organico e il respiro internazionale, rilevabile da voci che provengono dalla Svizzera (Lugano), dal Belgio (Lovanio), da Tilburg (Paesi Bassi), con accanto altri da diverse regioni d’Italia.
Toccherà quindi al nuovo Direttivo e ai Soci, numerosi e rappresentativi e qualificati, sulla base del nuovo Statuto, frutto di attenta laboriosa elaborazione e approvato dalla CEI il 25 gennaio di quest’anno, portare avanti le consegne del Convegno.
“Il quarantesimo dell’ABEI – significativo per il valore simbolico legato al numero stesso secondo la letteratura biblica – è rilevante per la cultura ecclesiale italiana – ha spiegato il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la Cultura – ed è suggestivo anche nel mio profilo autobiografico, avendo partecipato per anni alla vita dell’Associazione. Proprio per questo la mia riflessione odierna vuole dare rilievo alla missione teologica e culturale insita alla funzione delle biblioteche e dei loro custodi: l’intreccio tra professionalità e carità intellettuale, tra tecnica e umanesimo, nella consapevolezza che se i tempi spiegano le tecnologie, l’umanesimo però spiega i tempi”.
“La Bibbia, grande codice della nostra fede e della cultura occidentale, – ha ribadito il cardinale Ravasi – è una biblioteca in miniatura. Essa è fondata sulla parola, prima proclamata poi cristallizzata nello scritto (la «Scrittura» per eccellenza). La funzione che la biblioteca riveste per lo spirito umano (il card. Federico Borromeo aveva coniato per i bibliotecari della sua Ambrosiana: empsychoi bibliothecai, in pratica «biblioteche animate») è fatta propria dal Magistero.
A servizio della Parola: non però in una via solo individuale di immersione mistica, ma nella comunione con quanti camminano nella fede. E la struttura stessa della Rivelazione biblica è dialogica, spinge al «colloquio con Dio»: è tutto l’essere umano che viene coinvolto, corpo e spirito, individuo e comunità, nella lettura e nell’ascolto della Parola di Dio2.
Tra gli obiettivi del convegno vi erano:
- fare il punto su 40 anni di attività
- mettere a fuoco il “proprium” del bibliotecario ecclesiastico, partendo dall’assunto che se la Carità – l’Amore – è il cuore della vita cristiana, la forma specifica di carità del bibliotecario ecclesiastico sarà la carità intellettuale, fino ad arrivare a parlare di una vera e propria sua funzione ministeriale;
- presentare e declinare le diverse forme della professionalità del bibliotecario ecclesiastico (il valore dei libri nelle missioni, nelle attività assistenziali – Il progetto di formazione bibliotecaria de La Nostra Famiglia che coinvolge persone con disturbo dello spettro autistico promuovendo per loro un percorso di orientamento al mondo del lavoro – senza dimenticare l’alternanza scuola-lavoro);
- ampliare il legame con altre associazioni, soprattutto “sorelle” europee;
- ospitare una “tavola rotonda”, per facilitare lo scambio di idee condivise e favorire una partecipazione attiva e aperta al cambiamento.
Ma chi è il bibliotecario ecclesiastico? È colui che facilita il lavoro della scrittura, della ricerca e dello studio di docenti, studenti e ricercatori, fornendo contenuti come libri, articoli, bibliografie, testi online, rendendoli disponibili quando necessario. Se da un lato la digitalizzazione di libri e articoli e l’accesso al World Wide Web ha reso più disponibili una enorme quantità di contenuti, si rende al tempo stesso necessario filtrare e classificare tutte queste informazioni per arrivare al contenuto giusto.
Il convegno vuole far emergere l’importanza di una professionalità che custodisce, conserva e rende disponibile un patrimonio straordinario proveniente dalle Biblioteca parrocchiali, da quelle specializzate, da quelle degli ordini religiosi, di movimenti o associazioni, per arrivare a quelle diocesane, delle Facoltà di teologia, dei seminari e dei Capitoli di Cattedrali, che salvaguardano edizioni antiche e manoscritti miniati.
In quest’ottica fondamentale è la collaborazione con la CEI, in particolare con l’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici – Edilizia di Culto e con la Direzione Generale per i Beni Librari del MIBACT.


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