Per evitare il ripetersi di “situazioni drammatiche come quelle dell’estate scorsa”, quando i campi restarono a lungo senz’acqua, è “opportuno che la Regione convochi le parti interessate per delineare una strategia per l’emergenza, relativa al fiume Enza”. Lo chiede Cia-agricoltori italiani di Reggio Emilia, per bocca di Antonio Senza, responsabile Ambiente e della Zona val d’Enza.
“Inoltre – aggiunge – riteniamo necessario che si discuta del Dmv (Deflusso minimo vitale). Infatti, il flusso previsto è stato aumentato, cosa che giudichiamo inopportuna dopo quanto successo l’anno scorso, dato che ciò non farebbe che aumentare il rischio per l’agricoltura di ritrovarsi senza una risorsa vitale, mentre non si hanno notizie di danni subiti da ambiente e fauna del fiume”.
Come Cia, prosegue Senzi, “già da un mese abbiamo inviato una richiesta alla Regione, dove ponevamo il problema di prendere in esame l’eventualità di sospendere il Dmv, in caso di siccità pronunciata. Ribadiamo quindi tale richiesta e chiediamo di poterla discutere con gli assessori all’Ambiente ed all’Agricoltura, per giungere ad una soluzione condivisa“.
La val d’Enza e le sue problematiche idriche, tra l’altro è uno degli argomenti che l’associazione degli agricoltori reggiani tratterà mercoledì al Tecnopolo di Reggio, nell’incontro su “Il ruolo dell’agricoltura fra dissesto idrogeologico e siccità“, dove si analizzeranno problemi del territorio e proposte della Cia per “riaffermare l’importanza degli agricoltori come custodi del suolo”.


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