Vaccini, è polemica: per Salvini “10 obbligatori sono inutili”, botta e risposta con Burioni, alt di Grillo e Di Maio

Di vaccini e conseguente obbligo se n’è già ampiamente discusso lo scorso anno, quando in seguito a un preoccupante aumento dei casi di morbillo, si era reso necessario re-introdurne l’obbligatorietà al fine di garantire l’immunità di gregge. 

Il Decreto Legge sulla prevenzione vaccinale è stato approvato il  7 giugno 2017, causando non poche polemiche e proteste dei no-vax. A poco più di un anno, il tema ritorna a fare discutere in seguito ad alcune affermazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

La vicenda

Matteo Salvini, neo ministro dell’Interno, è ritornato stamani sulla questione vaccini, dichiarando di garantire “l’impegno preso in campagna elettorale nel permettere che tutti i bimbi entrino in classe, vadano a scuola”, perché “la priorità è che i bimbi non vengano espulsi dalle classi” anche se non vaccinati.

LaPresse/Vincenzo Livieri

A proposito di una eventuale rimozione degli obblighi vaccinali, Salvini ha puntualizzato che al governo “siamo in due, c’è un’alleanza Lega-M5s, bisogna ragionare anche con gli alleati, al ministro Grillo ho iniziato a parlare di questi temi”, e dunque “continueremo, perché ritengo che 10 Vaccini obbligatori siano inutili e in parecchi casi pericolosi se non dannosi“, ha concluso il ministro.

Le reazioni

Immediate le reazioni dell’intero mondo scientifico e di buona parte di quello politico. Dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha evidenziato come “Nel caso in cui si fermassero i programmi vaccinali, le malattie prevenibili con i vaccini tornerebbero” alle società scientifiche, in particolare la Società italiana di pediatria, la Società Italiana di Igiene, la Federazione italiana medici pediatri, la Federazione italiana medici di medicina generale che spiegano che “i vaccini sono sicuri e salvavita”.

Botta e risposta tra Salvini e Burioni

Non si è fatta attendere la reazione di Burioni, docente di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano che da sempre si batte per far conoscere l’importanza dei vaccini. Il commento ha scatenato un botta e risposta tra lui e il ministro Salvini.

Il medico scrive su Facebook: “No, Ministro Salvini. Dieci vaccini non sono inutili e tantomeno dannosi. Sono gli stessi vaccini che vengono usati con identici tempi e identici modi in tutto il mondo. Sono i dieci vaccini che hanno salvato e salvano, in tutta sicurezza, milioni di vite. Vaccini che proteggono anche lei, i suoi figli e i suoi elettori, e pure tutti i cittadini italiani che lei ha il dovere di tutelare. 

Io ho vaccinato i miei figli. Alcuni vaccini salvano la vita, dieci vaccini per alcuni bambini sono inutili ed alcuni pericolosi; quindi non sono un ‘No Vax’ e ci sono tante reazioni avverse documentate. Burioni si confronti con altri colleghi medici che pensano l’esatto contrario suo”, replica Salvini.

Qualche ora dopo il dottor Burioni prosegue il dibattito: “Lo sfido pubblicamente a indicare quali dei 10 vaccini sono “assolutamente superflui”, indicando la bibliografia che supporta le sue affermazioni

Di Maio e il ministro della Salute

Anche il ministro del Lavoro Luigi di Maio ha risposto dissociandosi da tali affermazioni, affermando che “su questo tema il contratto parla chiarissimo noi vogliamo rivedere il decreto Lorenzin ma nel senso semplicemente di potere assicurare una tutela vaccinale delle persone e soprattutto ai bambini. Poi ognuno ha la sua opinione sui Vaccini, voi conoscete la nostra”.

Il ministro della Salute Giulia Grillo precisa che “i Vaccini sono un fondamentale strumento di prevenzione sanitaria primaria. E che in discussione a livello politico sono solo le modalità migliori attraverso le quali proporli alla popolazione. Tutte le polemiche sono solo strumentali e finalizzate a creare un circo mediatico che a me non interessa alimentare”.

L’ok di Salvini a Grillo

“Ringrazio il ministro Grillo, – afferma Salvini – sua è la competenza sui Vaccini, condivido il suo pensiero, a questo ci atterremo e al contratto di governo. Anche a me, da papà e da ministro, sta a cuore la salute dei bambini e che a tutti sia garantito l’accesso al nido, alla scuola dell’infanzia e alle classi successive. Con tanti medici condivido l’idea che sia meglio educare ai Vaccini piuttosto che obbligare. Ci stiamo lavorando, l’importante è che a settembre tutti i bambini possano entrare in classe”.