Animali: nel dna il senso del koala per l’eucalipto, così non si avvelena

Amano le carezze e sono ghiotti di eucalipto, al punto da averne incorporato il profumo. Dolci nell’aspetto, i koala nel piatto preferiscono l’amaro.

Oggi che il loro genoma non è più un segreto – è stato interamente mappato da un team internazionale di scienziati – sappiamo anche cosa li guida nella scelta del menu, mettendoli al riparo da tossiche sorprese: è il senso del koala per l’eucalipto. Gli scienziati del Koala Genome Consortium, che coinvolge 54 ricercatori di 29 istituzioni, hanno sequenziato oltre 3,4 miliardi di coppie di basi e 26 mila geni che compongono il genoma del tenero orsetto nativo dell’Australia.

E nel suo Dna hanno scoperto più geni del recettore del gusto amaro di qualsiasi altro marsupiale australiano e persino più della maggior parte dei mammiferi. Il lavoro del team è pubblicato su ‘Nature Genetics’.

Questa dote che li rende i massimi esperti in fatto di ‘bitter’ – spiegano gli autori – consente agli animali di rilevare i metaboliti tossici contenuti negli eucalipti, suggerendo che i koala possono discriminare i livelli di tossicità delle foglie che ingeriscono. In pratica, dentro di loro c’è una sorta di ‘gps’ del gusto amaro ed è grazie a questo che non si avvelenano con il loro cibo del cuore.

“In tutti gli animali, come per l’uomo, l’amaro è di solito un segnale di avvertimento che indica tossicità. Le foglie di eucalipto sono tossiche per la maggior parte degli animali, ma anche per i koala, ed eravamo interessati a come percepiscono queste foglie“, spiegano Takashi Hayakawa del Primate Research Institute della Kyoto University e Don Colgan dell’Australian Museum, che hanno analizzato il background evolutivo dei geni del recettore del gusto del koala in relazione al suo adattamento a una monodieta a base di eucalipto.

Gli animali si sono mostrati selettivi nelle foglie che consumano. “Le espansioni nel catalogo dei geni del recettore del gusto consentono loro di ottimizzare l’ingestione di nutrienti ed evitare le tossine delle piante“, aggiunge Hayakawa. Ulteriori analisi hanno anche dimostrato che i koala sembrano avere recettori funzionali sia per il dolce che per il gusto umami, non osservati in altri animali con diete altamente specializzate.

“Una sequenza completa del genoma – osserva lo scienziato – è il gold standard per comprendere qualsiasi qualità biologica unica di un animale”. Il koala è la quarta specie marsupiale a vedere sequenziato il suo genoma. “Conoscerne il patrimonio genetico – conclude lo scienziato – giocherà un ruolo fondamentale nella sua conservazione”.