L’aumento delle temperature dovuto al riscaldamento globale potrebbe essere il doppio di quanto previsto dai modelli climatici attuali, e il livello del mare potrebbe aumentare di 6 metri e più anche se il mondo riuscisse a contenere il riscaldamento entro i 2 gradi dai livelli pre-industriali (l’obiettivo dell’Accordo di Parigi sul clima). Lo sostiene una ricerca condotta da 59 scienziati da 17 paesi e pubblicata sulla rivista “Nature Geosciences”.
Lo studio è basato sulle osservazioni di 3 periodi di riscaldamento della Terra negli ultimi 3,5 milioni di anni: Olocene (da 5.000 a 9.000 anni fa), l’ultimo interglaciale (fra 116.000 e 129.000 anni fa), e il Medio Pliocene (fra 3 milioni e 3,3 milioni di anni fa). In questi lassi di tempo, le temperature erano da 0,5 a 2 gradi superiori a quelle dell’epoca pre-industriale dell’Ottocento.
“Durante questi periodi, le temperature erano molto più calde di quello che i nostri modelli prevedono e i livelli delle acque erano molto più alti – spiega Katrin Meissner dell’Università australiana del New South Wales -. I modelli climatici appaiono affidabili per piccoli cambiamenti, come per scenari di basse emissioni in periodi brevi, diciamo i prossimi decenni fino al 2100. Ma se il cambiamento diventa piu’ largo o piu’ persistente, i modelli sembrano sottostimare il cambiamento climatico”.
“Le osservazioni dei periodi di riscaldamento precedenti – spiega il professore Hubertus Fischer dell’Università di Berna – suggeriscono che diversi meccanismi di amplificazione, scarsamente rappresentati nei modelli climatici, aumentano il riscaldamento di lungo termine oltre le previsioni dei modelli stessi“.


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