Diabete, ‘patologia da città’: a Napoli e Roma percentuali più alte

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Il diabete patologia che colpisce sempre di più chi vive nelle metropoli italiane. La percentuale di cittadini con questa patologia segue un gradiente decrescente da Sud a Nord: a Napoli ci sono quasi 209 mila persone con diabete, ovvero il 6,7% degli abitanti; a Roma, la situazione migliora di poco, con il 6,6% dei residenti nella città e nell’area metropolitana (oltre 286 mila persone) che dichiarano di avere il diabete.

Un po’ meglio la situazione del Nord Italia, dove la città con la più alta percentuale di persone con diabete è Torino con oltre 120 mila persone con diabete, che rappresentano il 5,2% dei residenti. E’ la fotografia scattata dal terzo Health City Forum a Roma.

L’evento è promosso da Italian barometer diabetes observatory (Ibdo) Foundation, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Health City Institute, Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, I-Com – Istituto per la competitività e Cities changing diabetes, con il patrocinio di Roma e il contributo non condizionato di Novo Nordisk.

“Il diabete si sta rivelando la malattia più rilevante e potenzialmente pericolosa del nostro secolo per la crescita continua della sua prevalenza e per la mortalità e le complicanze invalidanti – sottolineano gli esperti – In Italia, secondo l’Istat, le persone con diabete sono 3,27 milioni e il 52% risiede nelle 14 città metropolitane; studiare il legame fra diabete e città e promuovere iniziative per salvaguardare la salute e prevenire la malattia diventa sempre più importante”.

Nel nostro Paese, secondo le elaborazioni di Health City Institute su dati Istat, il 36% della popolazione risiede nelle 14 Città Metropolitane: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bari, Catania, Firenze, Bologna, Venezia, Genova, Messina, Reggio Calabria e Cagliari.

A Milano – evidenziano i dati del terzo Health City Forum – il 4,5% dei residenti della città e dell’area metropolitana convive con il diabete. Questo dato ha spinto l’amministrazione comunale a candidare la città e l’area metropolitana al programma internazionale Cities changing diabetes, un progetto nato quattro anni fa in Danimarca e promosso dall’University College London (Ucl) e il danese Steno Diabetes Center, con il contributo dell’azienda farmaceutica Novo Nordisk, in collaborazione con istituzioni nazionali, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore.

“Nelle città aderenti al programma Cities changing diabetes i ricercatori si impegnano a individuare le aree di vulnerabilità, i bisogni insoddisfatti delle persone con diabete e identificare le politiche di prevenzione più adatte e come migliorare la rete di assistenza.

Il tutto nella piena collaborazione tra le diverse parti coinvolte – ha spiegato Andrea Lenzi, presidente del Comitato di biosicurezza, biotecnologie e scienze della vita della presidenza del Consiglio dei ministri e presidente dell’Health City Institute, organismo che coordina il progetto in Italia – L’obiettivo del programma è quello di creare un movimento unitario in grado di stimolare, a livello internazionale e nazionale, i decisori politici a considerare prioritario l”urban diabetes’, il fenomeno che vede le città protagoniste del crescente aumento del numero di persone con diabete e quindi in prima linea nella lotta alla malattia”.

Per valorizzare le buone pratiche sull’urban health sono stati istituiti gli ‘Health City Awards’, assegnati durante questa edizione dell’Health City Forum da una giuria composta dai membri del Board of directors dell’Health city institute. Tra i premiati: Istituto superiore di sanità, Istat, Aifa e i promotori del progetto Cities changing diabetes.

Un ‘Health City Award’ è andato anche al Comune di Roma, la prima metropoli italiana ad aver aderito al progetto Cities Changing Diabetes “per aver promosso tre accordi finalizzati all’attuazione del Piano di azione per l’energia sostenibile e il clima (Paesc) che Roma dovrà predisporre entro novembre 2019. Un patto a favore dei cittadini con il quale la Capitale si impegna a ridurre del 40% le emissioni inquinanti entro il 2030”.