Legionella: 11 pazienti gestiti dal Niguarda, 4 già dimessi

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Sale a 11 il bilancio dei pazienti con legionella che sono stati ricoverati al Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano. Ai nove casi di cui si è appreso stamattina si sono aggiunti due pazienti, arrivati ieri in Pronto Soccorso e già dimessi questa mattina, dopo una notte in osservazione.

I due nuovi pazienti hanno circa 80 anni, e anche loro provengono dall’area di Bresso nel Milanese. Entrambi avevano già patologie croniche concomitanti legate anche all’età, e sono stati quindi trattenuti una notte per precauzione.

Per fortuna, fanno sapere i medici, il problema è subito rientrato ed è stato possibile dimetterli in sicurezza e in tempi rapidi. In totale, quindi, il Niguarda si è occupato al momento di 11 casi: quattro sono già stati dimessi, mentre sette sono attualmente ricoverati “in condizioni perlopiù stabili, in lento miglioramento”.

Campionamenti ambientali sono stati attivati in tutte le abitazioni delle 20 persone, tra cui tre morte, che hanno contratto il batterio della legionella a Bresso. Lo rende noto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, precisando che i prelievi dei campioni riguardano anche “altre aree sensibili”. I campionamenti saranno conclusi entro oggi con l’invio ai laboratori Ats di Milano e Parabiago.

I tempi per ottenere l’analisi microbiologica colturale definitiva sono di 7-10 giorni. “Per un riconoscimento precoce dei sintomi e per facilitare l’informazione soprattutto verso i pazienti piu’ fragili sono stati coinvolti i medici di medicina generale, mentre sono stati allertati tutti gli ospedali di riferimento per una pronta diagnosi e la segnalazione di nuovi casi” spiega Gallera in una nota.

“Per mettere in atto tutte le misure di prevenzione e sanificazione degli impianti – aggiunge l’assessore – sono stati effettuati incontri con gli amministratori di condominio. Sono state inoltre fornite al Consorzio Acqua Potabile (che gestisce l’acquedotto) le indicazioni precise delle zone dove concentrare i prelievi per la rilevazione del batterio, che corrispondono agli stabili di residenza dei cittadini contagiati”.