Bimbo ucciso da batterio, la difesa dell’ospedale: “Abbiamo fatto il necessario”

Presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ASST Spedali Civili di Brescia si e’ sviluppato un focolaio epidemico di infezione/colonizzazione da Serratia marcescens, caratterizzato da tre casi di sepsi neonatale, un’infezione delle vie urinarie e sei casi di colonizzazione”. Cosi’ la direzione del Civile di Brescia, dove un neonato e’ morto a causa di un’infezione dal batterio Serratia marcescens, e’ voluta intervenire per spiegare la situazione e gli interventi messi in campo.

“Il 20 luglio – hanno sottolineato in ospedale – e’ stata identificata una condizione di malattia da Serratia marcescens in due neonati, con isolamento del germe da emocolture (del 18 e 19 luglio) ed a un terzo neonato sono stati riscontrati segni clinici di congiuntivite, con isolamento del microrganismo da tampone oculare (effettuato il 19 luglio). I primi due casi diagnosticati sono andati progressivamente migliorando ed attualmente sono in via di risoluzione, purtroppo il terzo paziente ha sviluppato segni clinici da shock settico ed un quadro clinico che e’ progressivamente peggiorato e, nonostante la terapia antibiotica a largo spettro e tutte le cure intensive prestate il 6 agosto ha cessato di vivere”.

Non solo. “Attualmente – scrive il Civile – dei dieci neonati positivi per Serratia sei sono ancora degenti. E, dei restanti ventisette degenti risultati negativi allo screening, dieci sono stati dimessi e diciassette sono ancora ricoverati”. Di più.

La direzione ha messo avanti le mani: “Al primo riscontro della malattia e cioe’ in data 20 luglio e’ stato immediatamente allertato il Comitato Infezioni Ospedaliere Pediatrico e sono state subito poste in essere le prime misure di sorveglianza e contenimento. Il 24 luglio e’ stata messa in opera la bonifica ambientale di una stanza di degenza, riservandola ai nuovi ingressi e programmate le bonifiche successive. Al riscontro delle ulteriori positivita’ dei tamponi di screening, in data 27 luglio e’ stata disposta la chiusura dell’accettazione di nuovi pazienti in Terapia intensiva neonatale ed e’ stata richiesta la collaborazione dei centri di limitrofi”. Nelle prossime settimane l’accettazione del reparto continuera’ a rimanere chiusa, cosi’ da poter progressivamente liberare gli ambienti di degenza e procedere ad “una loro ulteriore radicale bonifica”.