“C’era un’allerta gialla, diramata dalla protezione civile regionale, significa che in situazioni di questo tipo si possono avere esondazioni improvvise di corsi d’acqua, rapido innalzamento dei fiumi, smottamenti, frane, sono una serie di effetti derivanti dall’evento che possono comportare anche la perdita di vite umane”. Lo ha detto il Capo Dipartimento della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli intervenuto a Radio anch’io sulla tragedia avvenuta nelle Gole del Raganello.
“Questa è stata un’altra tragedia che non doveva esserci – ha precisato – Dobbiamo fare in modo da un lato accrescere la conoscenza del rischio, la cultura dell’auto-protezione da parte dei cittadini, dall’altro migliorare l’organizzazione della macchina statale e regionale della gestione del territorio per evitare che in situazioni di questo tipo ci sia un’esposizione al rischio”. “Sarà l’inchiesta a fare luce – ha proseguito riguardo al fatto che tra le vittime c’era anche una guida – a mio giudizio c’é stata una sottovalutazione del rischio da parte di chi era esperto e di chi si è avventurato nell’escursione del torrente”.
“Esiste una scala di allerta e intensita’ sulla base della quale scatta la comunicazione e se i tecnici, sulla base degli algoritmi e delle carte meteo, evidenziano un rischio di caduta di pioggia di un certo livello, noi ne dobbiamo prendere atto fosse una, dieci, cento volte”.
“Chiedetelo al Padreterno – ha aggiunto Borrelli, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle troppe allerta emanate – se fa piovere meno. Il discorso e’ molto semplice: abbiamo dei tecnici che studiano i fenomeni meteorologici e un sistema di 500 persone che nel Paese, tutti i giorni, si coordinano ed emanano avvisi meteo”.


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