“Siamo attualmente alla settima giornata di caldo intenso: è uno degli eventi più importanti della storia climatica di Genova”. Lo ha detto Ernesto Palummeri, geriatra e coordinatore del Centro di riferimento ligure per le ondate di calore, confermando che si tratta di una situazione ad alto rischio.
Dal 2003, l’anno più caldo degli ultimi vent’anni, in cui si verificarono centinaia di decessi soprattutto di anziani, non si erano mai avuti così tanti giorni di seguito di grande caldo.
“Al momento siamo abbastanza ottimisti: i dati di afflusso al pronto soccorso per malori legati al caldo ad oggi sono in linea con la media, anche se venerdì e sabato c’è stato un lieve incremento. Sul fronte delle case di riposo, un tempo i ricoveri erano massicci, ora sono in flessione”.
“Ma non ci sbilanciamo: la partita non è chiusa – sottolinea Palummeri – Ci sono almeno altri due giorni di allarme rosso e mercoledì arriveremo al 10 giorno di bollino rosso a Genova. Ora la sfida non è tanto il caldo, quanto la durata dell’ondata di calore che, più si protrae più crea problemi”.
Il medico spiega che “i malori registrati al pronto soccorso sono dovuti in buona parte ad una esposizione prolungata al sole nelle ore centrali della giornata; oppure alla combinazione caldo con gravi patologie. E’ capitato di una donne giovane che aveva disturbi alimentari, ad esempio“.
Palummeri sottolinea che molti di questi malori potrebbero essere evitabili se si seguissero pochi “consigli che diventano ad oggi imperativi: non esporsi al sole nelle ore più calde e bere acqua, evitare di indossare abiti scuri”.
Una situazione al momento sotto controllo, dunque, riferisce il coordinatore del Centro di riferimento ligure per le ondate di calore, ma che rappresenta “una delle prove più importanti” degli ultimi 15 anni per il sistema socio-sanitario ligure. Intanto Arpal sottolinea che la temperatura minima registrata nella notte in Liguria a Cabanne di Rezzoaglio è stata di 13,4 e non 23,4 come precedentemente riportato.


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