Crollo Ponte A14, arrivano i primi esiti delle perizie: nel mirino un pilastro posizionato male

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Un pilastro posizionato male alle fondamenta della struttura dove poggiava il martinetto sarebbe la causa del crollo del ponte 167 sull’A14 che, il 9 marzo 2017, costo’ la vita ai coniugi di Spinetoli Emidio Diomede e Antonella Viviani che procedevano in auto verso sud tra Ancona Sud e Loreto.

E’ quanto emerge dai primi esiti delle perizie, in parte acquisite, che la Procura di Ancona ha affidato a due consulenti per fare luce sulle cause della tragedia. Una responsabilita’, per l’accusa, che sembrerebbe di tipo tecnico e a cui si affiancherebbe quella dovuta a progetti non abbastanza dettagliati sulla posizione corretta del cavalcavia.

A tali elementi di criticita’, secondo la Procura se ne aggiungerebbe uno legato alla sicurezza: nel cantiere sarebbe stato previsto un piano relativo a questo aspetto solo nella fase successiva al posizionamento del ponte e non durante le operazioni. Elementi che, unitamente al tipo di sollevamento del ponte, inducono la Procura a ritenere che l’operazione si sarebbe dovuta effettuare ad autostrada chiusa.

I magistrati attendono comunque ulteriori elementi e la conclusione delle indagini il cui termine scade a novembre, ma e’ prorogabile di altri sei mesi. Intanto sono state archiviate le posizioni di due persone che non hanno partecipato alla progettazione del ponte, rispetto ai 42 indagati iniziali, tra cui le societa’ Autostrade per l’Italia, la controllata Pavimental, la progettista Spea Engineering e la Delabech, incaricata dei lavori.

La Procura non li ha ritenuti responsabili delle accuse formulate inizialmente, che vanno dall’omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. Addebiti contestati in un procedimento ancora in fase di indagini preliminari e che vengono respinti dagli indagati.