Crollo Ponte Genova, corrosione elevata sul pilone 10: “C’è pericolo, abbatterlo al più presto”

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Abbiamo ricevuto una relazione dal presidente della commissione ministeriale che segnala sul pilone 10 un evidente stato di corrosione di grado elevato”. Lo ha detto il prefetto di Genova Fiamma Spena al termine della riunione del centro coordinamento soccorsi. Il pilone 10 è quello che sostiene il moncone est di ponte Morandi.

“Ci siamo riuniti per vedere se ci fossero attività da fare in via precauzionale. Il Comune è stato informato, ma gli scenari evidenziati erano già stati censiti, quindi non c’è al momento l’esigenza di allargare l’area rossa, salvo ulteriori indicazioni da parte dei tecnici. C’è una continua vigilanza all’area rossa e resta sospeso il prelievo dei beni personali dalle case degli sfollati“, ha aggiunto il prefetto di Genova.

“Sono d’accordo con il sindaco e ho sentito piu’ volte anche il procuratore Cozzi, bisogna puntare all’abbattimento nel piu’ breve tempo possibile di tutto quello che rimane del ponteMorandi, una brutta carcassa e un brutto simbolo“. Lo afferma il governatore della Liguria Giovanni Toti al Meeting di Rimini. “Ho mandato un sollecito che potrebbe trasformarsi in un ingiunzione ad adempire a societa’ Autostrade per procedere intanto alla messa in sicurezza definitiva e all’abbattimento del pilone 10 verso est” aggiunge Toti.

A questo punto, anche se la struttura commissariale non lo conferma direttamente, le case sotto quello che rimane del ponte Morandi saranno quasi certamente perse. I metodi di abbattimento del pilone sovrastante sono infatti dello smontaggio, dell’implosione controllata e della ‘caduta di piatto’, secondo quanto spiega la struttura commissariale, con le prime due ipotesi che richiedono tempi molto piu’ lunghi. “La relazione che ho ricevuto della commissione ministeriale evidenzia seri problemi di caduta statica – spiega Toti al meeting di Rimini – ma quello che rimane del ponte insiste su un’area del tutto sgombra. Comunque dobbiamo fare in fretta anche in considerazione delle piogge che potrebbero arrivare e del rischio che le macerie possano ostruire il decorso dell’acqua“, aggiunge il presidente della Regione e commissario per gli interventi dopo il crollo del ponte Morandi.