Francia: è straniero un ‘nuovo’ medico su 5 e i Paesi d’origine protestano

Sempre più medici stranieri in Francia: nel 2016 tra i nuovi iscritti all’Ordine 1 su 5 era laureato all’estero. Una ‘migrazione’ favorita inizialmente dalle istituzioni sanitarie – e sostenuta da esperti di sanità- nella speranza che si potesse fare fronte al fenomeno decennale della ‘desertificazione medica’, ovvero la mancanza di camici bianchi in molte aree del Paese meno ‘attraenti’ per i professionisti.

Speranza vana, secondo i dati del Consiglio nazionale dell’Ordine francese, che evidenziano la stessa propensione dei camici bianchi stranieri a esercitare la professione nelle medesime aree scelte dai colleghi francesi ed evitare quelle ‘abbandonate’, sia per la libera professione sia per il lavoro dipendente.

L’afflusso di medici stranieri in Francia non solo non ha aiutato a colmare il divario nell’offerta delle cure sul territorio d’oltralpe – si legge sul giornale professionale ‘Le Quotidien du medicin’ – ma ha ridotto la disponibilità di professionisti nei Paesi di origine, soprattutto in Nordafrica: nel 2017 il presidente dell’Ordine dei medici algerino aveva denunciato l”emorragia’ di professionisti formati nel Paese mentre il suo omologo tunisino ha stimato che a gennaio 2018 il numero dei nuovi iscritti che lascia la Tunisia per lavorare all’estero si attestava al 45%, quattro volte più del 2012 dei nuovi iscritti.