Si sciolgono i ghiacciai in Alto Adige: riemergono baracche, oggetti e documenti conservati per un secolo

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In Alto Adige i ghiacciai si stanno sciogliendo e tornano alla luce reperti risalenti alla Grande Guerra: quelli che un decennio fa erano considerati “ghiacciai perenni“, sono arretrati ormai, secondo gli esperti, di circa 2 metri.
Sul ghiacciaio dell’Ortles (3.905 metri, la montagna più alta dell’Alto Adige), tra neve e roccia sono state trovate alcune baracche semidistrutte con all’interno oggetti e documenti conservati per un secolo.

La zona che va dalla Val Martello all’Alta Valtellina, comprese Dolomiti di Sesto e Alto Cadore, è stata fronti attivo dell’esercito italiano durante la Grande Guerra: nell’area sono state costruite baracche, gallerie e trincee.
Waltraud Kofler Engl, direttrice dell’Ufficio beni architettonici ed artistici della Provincia di Bolzano, ha recuperato alcuni oggetti, assieme ad un archeologo e all’associazione dedicata alla preservazione delle reliquie, l’Ortler Sammlervereins: all’interno delle baracche sono stati rinvenuti vestiti, coperte, una stufa, barattoli di conserve e addirittura bucce di limone che un secolo fa si utilizzavano per scongiurare lo scorbuto. Tra i reperti anche documenti e una lettera, scritta a mano, in quella che sembra essere lingua slava.

E’ una corsa contro il tempo, per salvare ciò che il ghiacciaio restituisce: la situazione è complessa da una parte per l’innalzamento delle temperature, che accelera lo scioglimento del ghiacciaio, e dall’altra dai ladri, che rivendono ai collezionisti i cimeli della Grande Guerra.

Il precedente del 2015: Baracca della Grande Guerra “restituita” dal ghiacciaio: eccezionali ritrovamenti storici al suo interno