Il Ministero della Salute avvia uno studio sullo stato sanitario dei lupi

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Lo studio sullo stato sanitario del lupo e dei più comuni carnivori selvatici è il tema di un progetto di ricerca del Ministero della Salute, Direzione generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, che si avvarrà della collaborazione di una rete costituita da enti di ricerca italiani e Istituti Zooprofilattici Sperimentali.

Il progetto sarà coordinato dall’Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, la cui sezione di Aosta è Centro di Referenza Nazionale per le Malattie degli Animali Selvatici (Cermas).

Il Sottosegretario alla Salute Maurizio Fugatti ha così commentato il progetto di ricerca, che partira’ all’inizio del mese di settembre, dopo una serie di incontri con gli Enti coinvolti: “Ritengo questo progetto di ricerca estremamente importante per monitorare lo stato sanitario del lupo e di altre specie che possono venire a contatto sia dell’uomo che degli animali allevati nelle nostre montagne ed avere una maggiore conoscenza e visione delle conseguenze della loro presenza sui diversi territori”. 

“Le interazioni sul territorio tra animali domestici, fauna selvatica e attività umane – prosegue Fugatti –, in particolare la gestione zootecnica e la fruizione turistica del territorio stesso, rappresentano situazioni particolarmente critiche legate all’aumento del rischio sanitario a cui sono sottoposte sia le popolazioni animali, sia l’uomo. Una buona parte dei patogeni umani sono di origine animale e molte malattie emergenti degli ultimi anni derivano da animali selvatici. Sulla base di un quadro cosi’ articolato il progetto di ricerca procederà al monitoraggio sanitario di oltre venti patologie animali che colpiscono i carnivori selvatici, la maggior parte di esse trasmissibili all’uomo”.

Le aree di studio teatro del monitoraggio sanitario saranno l’Arco Alpino, in particolare le Regioni Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, e l’Appenino centro – meridionale. Il monitoraggio sanitario sugli animali verrà articolato in quattro modalità di accesso: attraverso la sorveglianza di carnivori selvatici, volpi e mustelidi e lupi, sia rinvenuti morti che in difficoltà, i quali saranno recuperati e trasferiti in centri di recupero della fauna selvatica.