Si tinge di nero la giornata sul Monviso, la montagna piu’ alta delle Alpi Cozie, famosa per le sorgenti del Po e per il suo inconfondibile profilo. Un alpinista e’ morto durante la discesa dalla cima, a quota 3.841 metri. Potrebbe trattarsi dell’uomo che, dopo aver bivaccato la scorsa notte sulla parete della cresta Est, a quota 3.600 metri, questa mattina non e’ salito sull’elicottero che ha invece recuperato in vetta il compagno. Al momento si tratta soltanto di una ipotesi.
A causa della nebbia e delle condizioni meteo avverse, il soccorso alpino ha rimandato il recupero del cadavere, individuato alla base di una parete in una zona impervia, e non e’ stato quindi identificato.
Il compagno sceso a valle con l’elicottero del 118, dopo aver trascorso insieme la notte all’addiaccio perche’ sorpresi dal maltempo, sta provando senza successo a mettersi in contatto con l’amico. E con il passare delle ore i sospetti sembrano diventare certezze. Tanto piu’ che l’escursionista non e’ mai arrivato al rifugio Quintino Sella, dove avrebbe dovuto passare prima dell’arrivo al Pian del re.
A dare l’allarme e’ stato un rocciatore tedesco, che ha visto l’escursionista – da solo – precipitare. L’incidente e’ avvenuto lungo la via Sud, la cosiddetta Normale, quello del canale Calcino. Spiegano le guide del Monviso che proprio quel passaggio, durante la discesa, e’ uno dei piu’ pericolosi, dove e’ difficile riconoscere le tracce del sentiero tracciato. Le squadre del Soccorso Alpino della Valle Varaita e della Valle Po si sono mosse subito per raggiungere il luogo della tragedia.


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