Smog, Legambiente: “L’allarme ozono in Lombardia non è inatteso”

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Caldo torrido e ozono alle stelle anche in Lombardia. Da Cremona a Bergamo, da Saronno a Monza, da Cantù a Brescia, negli ultimi giorni le centraline Arpa in molti luoghi hanno registrato livelli medi di concentrazione di ozono da allarme.

Lo denuncia Legambiente ricordando che “le ondate di calore possono avere effetti nocivi per la salute, soprattutto per gli anziani e gli ammalati, quando le temperature diurne superano i 35° C e quelle notturne non scendono sotto i 25°C. Nelle aree urbane il Caldo oltretutto aumenta per l’effetto di asfalto, auto e sistemi di condizionamento e può arrivare ad aumentare la temperatura anche di 4-5 gradi”.

“Come ogni estate continuiamo a leggere bollettini di guerra dello smog – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Non è più rimandabile un’azione energica ed organica delle istituzioni, a partire da Regione Lombardia, per ridurre l’impatto del calore nei centri urbani. Vanno incentivate nelle città azioni coraggiose di adattamento al cambiamento climatico e di riduzione del traffico veicolare. A partire dal blocco di tutti i diesel,perché ormai è chiara la loro enorme responsabilità enorme come fonte primaria di inquinamento. La salute dei lombardi deve essere una priorità della politica”.

La concentrazione di ozono “non si può definire un’emergenza inaspettata. In particolare l’area pedemontana lombarda è notoriamente uno dei luoghi che soffre maggiormente per le elevate concentrazioni di ozono” conclude Legambiente.