E’ salito a 381 morti e oltre mille feriti, 670 dei quali in gravi condizioni, il bilancio delle vittime del terremoto di magnitudo 6,6 che domenica ha colpito l’isola indonesiana di Lombok, ha reso noto il governatore di Nusa Tenggara occidentale (arcipelago di cui fa parte l’isola di Lombok), Zainul Majdi, citato dal portale di notizie Detik.com. “Ho chiesto al governo di dichiarare il disastro nazionale”, ha affermato. Un totale di 270mila persone sono state costrette a lasciare le loro case. Il portavoce della protezione civile Sutopo Nugropo era intervenuto subito dopo che nel pomeriggio erano cominciate a circolare le notizie aggiornate sul numero delle vittime per precisare che tale cifra deve essere verificata. “Discrepanze nel bilancio delle vittime sono normali nei momenti di emergenza. Stiamo verificando la veridicità dei dati”, ha dichiarato Sutopo Nugropo, precisando che il numero ufficiale dei morti rimane 131.

Il terzo giorno di ricerche di superstiti ha portato a una drastica revisione verso l’alto anche del numero di feriti e di sfollati. I primi sono almeno 1.447, mentre in 165mila – l’80 per cento della popolazione – hanno perso la casa, completamente distrutta o comunque resa inabitabile e a rischio di crollo nel caso di nuove scosse. La cifra delle strutture messe fuori uso e’ salita a 42mila, dalle 13mila di ieri. Le squadre di soccorso hanno faticato a farsi largo tra i detriti, ma c’e’ un certo ritardo anche nella distribuzione degli aiuti necessari.

Il governo ha inviato oggi 200 camion per consegnare cibo e acqua potabile, mentre dall’esercito sono arrivati cinque aerei con medicine, coperte, tende e cisterne. Molti residenti finora hanno dovuto affidarsi a donazioni e al sostegno delle Ong presenti sul posto, specie per un riparo. Gran parte dei turisti se ne sono, invece, andati. Secondo il governo, circa 4mila stranieri sono stati evacuati dalle isole Gili, poco distanti dalla costa nord-occidentale di Lombok, dopo che fin da lunedi’ mattina le poche barche mandate a caricare turisti e residenti erano state prese d’assalto in un’atmosfera di ressa per il timore di tsunami. L’aeroporto di Lombok funziona regolarmente e rimane aperto anche di notte, con una frequenza di voli accresciuta per permettere una ripartenza anticipata a tutti i visitatori che lo desiderano. Per l’economia dell’arcipelago, al picco stagionale degli arrivi turistici, il terremoto e’ stato un colpo durissimo. Per adesso non resta altro che continuare le ricerche dei sopravvissuti, ma dopo l’uomo salvato ieri dalle macerie di una moschea oggi non se ne sono trovati altri.


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