Terremoto Marche: il 90% delle imprese rischia di rimanere fuori dalla ricostruzione

Il 90% delle piccole imprese rischia di rimanere fuori dalla ricostruzione post sisma a causa di “appalti troppo grandi per le loro capacità finanziarie”. E’ l’allarme lanciato dalla Cna costruzioni Marche secondo cui invece gli “800 appalti pubblici per un importo superiore al miliardo di euro“, fa presente l’associazione, potrebbero “rappresentare una grande occasione di lavoro per le imprese edili locali, con ripercussioni sull’occupazione e sull’indotto, per un forte rilancio dell’economia sul territorio”.

Nelle Marche, ricorda la Cna, negli ultimi anni la crisi dell’edilizia ha colpito duro: dal 2010 al 2017 si sono perse 2.370 imprese edili (-9,4%) e 14.156 addetti (-29%). “Noi – dice il presidente Cna Costruzioni Marche Marco Rossi – chiediamo che gli appalti più grandi vengano suddivisi in lotti, in modo che l’entita’ dei singoli lavori sia accessibile alle micro, piccole e medie imprese. Invece negli ultimi anni si e’ andati nella direzione opposta per l’accorpamento delle stazioni appaltanti”.

Nelle Marche, riferisce ancora la Cna Marche, l’importo medio di ogni appalto è salito dai 410 mila euro del 2015 ai 474 mila euro del 2017. Questo “nonostante il nuovo Codice degli Appalti incoraggi le stazioni appaltanti a suddividere in lotti i grandi appalti, in modo che l’entita’ dei singoli contratti corrisponda meglio alla capacita’ delle imprese”. Gli appalti pubblici nella Regione, spiega l’associazione, sono stati 2.200 per un importo superiore ai due miliardi. Le ‘gare’ per lavori edili sopra i 40mila euro sono state 549 (260,4 milioni). Il 26% degli appalti sono stati assegnati a imprese con sede fuori regione.