Usa, l’allarme del New York Times: “La Cina non condivide i campioni di un virus potenzialmente pandemico”

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La Cina non sta fornendo agli Stati Uniti campioni del virus aviario H7N9, ritenuto dagli esperti un possibile candidato per la prossima pandemia di influenza. Lo denuncia il ‘New York Times’, secondo cui “più di un anno dopo una devastante ondata di infezioni legate all’agente microbico in Asia”, con “766 casi riportati quasi tutti in Cina” e “una mortalità del 40%”, negli Usa “i Centers for Disease Control and Prevention stanno ancora aspettando numerosi campioni virali, come hanno confermato il National Security Council e l’Organizzazione mondiale della sanità”.

Materiale che, per le autorità federali, servirebbe a sviluppare vaccini e terapie efficaci. Il quotidiano americano ricorda come, “da quando ha messo le sue radici in Cina, il virus H7N9 si è diffuso attraverso gli allevamenti di pollame evolvendo in un ceppo altamente patogeno che può infettare l’uomo. Se diventasse altamente contagioso da uomo a uomo, i vaccini contro l’influenza stagionale fornirebbero una protezione scarsa o nessuna”.

In passato, si evidenzia, questi scambi di virus a scopo di ricerca avvenivano di routine in base a regole stabilite dall’Oms, ma ora le tensioni commerciali fra i due Paesi hanno creato una situazione che preoccupa gli addetti ai lavori. “L’influenza pandemica si diffonde più velocemente di qualsiasi altra cosa”, avverte Rick A. Bright, direttore della Biomedical Advanced Research and Development Authority, agenzia del Dipartimento Salute e Servizi umani. “Non c’è niente da trattenere o rallentare. Ogni minuto conta”.