E’ iniziata prima, quest’anno, la trasmissione del virus West Nile in Italia, e nel Sud-Est Europa. Il 16 giugno si è verificato il primo caso umano di infezione confermata nel nostro Paese e, al 1 agosto 2018, sono stati segnalati 52 casi confermati di infezione – sia sintomatici che asintomatici – in Provincie endemiche del Veneto e dell’Emilia-Romagna.
A fare il punto è il bollettino realizzato dal Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità in collaborazione con il Centro studi malattie esotiche (Cesme) dell’Izs Teramo. In particolare, sono stati segnalati 16 casi con manifestazioni di tipo neuro invasivo di cui 2 decessi, 22 casi di febbre e 14 casi in donatori di sangue asintomatici.
Il virus West Nile – spiegano Flavia Riccardo e Antonino Bella, del Dipartimento di malattie infettive dell’Iss – si trasmette principalmente tramite la puntura di zanzare del genere Culex, sebbene sia possibile la trasmissione tramite la donazione di sangue e tessuti infetti.
La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Per ridurre il rischio di trasmissione, la misura preventiva più efficace è quella di evitare la puntura di zanzare.


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