“Il ministero della Salute e l’Istituto superiore di Sanita’ stanno vigilando costantemente sulla situazione”: lo rende noto il dicastero guidato dalla ministra Giulia Grillo. “Il ministero della Salute – si sottolinea in una nota – sta monitorando con attenzione fin dai primi casi registrati la situazione che si sta determinando in provincia di Brescia e Mantova dovuta all’intensificarsi di casi di polmonite di origine verosimilmente batterica e particolarmente aggressiva.
L’Iss ha ricevuto tutto il materiale organico relativo ai pazienti ricoverati e sta eseguendo in queste ore le dovute analisi batteriologiche. Appena i risultati delle indagini saranno completati il ministero della Salute mettera’ in atto ogni azione necessaria per il superamento dell’emergenza. Il ministero – si rende ancora noto – e’ in costante contatto con i responsabili sanitari del territorio”.
“In accordo con le Linee guida per la prevenzione e il controllo della Legionellosi, la Regione Lombardia – ricorda il Ministero della Salute – sta procedendo alla coltura delle secrezioni bronchiali o dell’espettorato di tutti i pazienti ricoverati con diagnosi di polmonite di natura da diagnosticare”. In ogni caso, si evidenzia, “la ricerca eziologica e’ indirizzata anche verso altre possibili cause. Fermo restando le inchieste epidemiologiche in corso per identificare eventuali luoghi comuni di possibile esposizione, e’ stata effettuata una verifica con i gestori degli acquedotti dei comuni bresciani interessati, confermando che non vi sono interconnessioni strutturate fra gli stessi che giustifichino un interessamento dei differenti comuni. Tuttavia, sono in corso le analisi conoscitive sull’acqua potabile prelevata nei comuni con piu’ casi e sono state fornite alla popolazione le informazioni necessarie nei confronti del rischio legionella”.
La Legionellosi, precisa il Ministero della Salute – “e’ un’infezione causata da un batterio chiamato ‘legionella’ che colpisce l’apparato respiratorio e puo’ manifestarsi con una grave forma di polmonite. Insorge bruscamente dopo un periodo di incubazione di 2-10 giorni e puo’ essere accompagnata da sintomi quali: temperatura corporea elevata, dolori addominali, diarrea, vomito, confusione mentale, delirio. La maggior parte degli individui sani resiste alla malattia, ma il rischio di acquisizione e’ correlato alla suscettibilita’ individuale del soggetto esposto, alla concentrazione e al tipo di Legionella, al tempo di esposizione”.
Inoltre, “la Legionella e’ un microrganismo molto diffuso in natura, in ambienti di acqua dolce (laghi e fiumi, sorgenti termali, ambienti umidi in genere). Da qui, la legionella attraverso le reti di distribuzione dell’acqua potabile nelle citta’, dove puo’ essere presente in bassa concentrazione, puo’ colonizzare gli ambienti idrici artificiali come gli impianti idrici dei singoli edifici, grandi impianti di climatizzazione (torri evaporative e di raffreddamento), vasche idromassaggio, fontane, e cosi’ via. Quando tali sistemi sono scarsamente manutenuti, si possono creare condizioni di proliferazione del batterio, che puo’ raggiungere anche concentrazioni molto elevate”. “La malattia – spiega ancora il Ministero – si puo’ acquisire respirando l’aerosol formato da acqua contaminata. La produzione di aerosol puo’ avvenire attraverso l’uso di rubinetti o docce, i cui circuiti siano colonizzati dal batterio. Le grandi epidemie sono tuttavia spesso causate dalle emissioni di aerosol, diffuso anche a lunga distanza, da torri evaporative o di raffreddamento, non adeguatamente pulite e disinfettate in cui l’acqua di raffreddamento e’ contaminata da legionella. La malattia – informa da ultimo il dicastero – non si contrae bevendo acqua contaminata e neppure per trasmissione da uomo a uomo”.


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