Polmoniti mortali: non solo d’inverno, ecco come individuarle

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Polmonite, una patologia pericolosa tanto da essere mortale. Può esser provocata da virus, batteri e, più raramente funghi: inizialmente non è facile distinguerla da una bronchite, ma il rischio di complicanze è notevole in quanto è la terza causa di morte a livello mondiale, soprattutto nei paesi sottosviluppati. Essa tuttavia non colpisce solo d’inverno. A spiegare come distinguerla e come cercare di prevenirla è Luca Richeldi, direttore di Pneumologia presso la Fondazione Policlinico A. Gemelli Irccs e ordinario di malattie respiratorie all’Universita’ Cattolica di Roma.

I tipici sintomi della polmonite sono febbre e brividi, tosse espettorante con catarro verde-giallognolo, dolore toracico, fatica a respirare. Una radiografia del torace in genere conferma la diagnosi che può in alcuni casi esser fatta auscultando i polmoni.

Nel 5-15% dei casi, a seconda dell’età, gravità e delle cure, può essere mortale. In Italia – spiega l’esperto – ogni 100mila abitanti ci sono circa 250 ricoveri per polmonite all’anno. A essere più a rischio sono anziani, bimbi e malati, soprattutto se presentano malattie respiratorie preesistenti come enfisema, bronchiti croniche e fibrosi. C’è poi un fattore di rischio evitabile: il fumo di sigaretta, perché riduce le difese immunitarie nel polmone”.

La forma più diffusa è la polmonite infettiva causata da pneumococco, batterio contro il quale c’è un vaccino obbligatorio nei nuovi nati e consigliato per gli over 65. “Ci sono poi polmoniti causate da germi atipici, come la legionella – prosegue Richeldi – batterio che può proliferare nelle tubature dell’acqua, piscine e grandi impianti di condizionamento”.

La polmonite può però anche essere provocata da virus come quello influenzale o quello respiratorio sinciziale, e di tipo ospedaliero, cioè contratte durante il ricovero e particolarmente resistenti ai farmaci. In ogni caso, è attraverso l’inalazione che i germi penetrano nel polmone distruggendo l’epitelio che protegge le vie aeree. Da lì proliferano creando un’infiammazione che rende difficile lo scambio di ossigeno e anidride carbonica. La terapia prevede, a seconda dei casi, antibiotici, antivirali e cortisonici. Due le misure preventive, conclude Richeldi, “una è smettere di fumare e l’altra è la vaccinazione contro influenza e pneumococco, ancora poco diffusa specie nelle categorie a rischio”.