Primo caso in Europa di vaiolo delle scimmie, virologo: “Speriamo si tratti di un caso isolato”

Sul caso del vaiolo delle scimmie il Prof. Fabrizio Pregliasco, Direttore Sanitario dell’IRCCS Galeazzi di Milano, è intervenuto questa mattina nel corso del programma “Genetica Oggi” condotto da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus.

“Questo caso mette in evidenza come molte specie virali e batteriche hanno ospiti diversi come uomini o animali. Questo vaiolo colpisce un primate vicino all’uomo, la scimmia appunto, e in particolari contesti ci si può ammalare. La causa va ricercata nella globalizzazione, nella velocità dei viaggi, la densità delle popolazioni e nelle modifiche ambientali. Tutto questo stravolge l’epidemiologia delle malattie infettive anche alle nostre latitudini.”

“Rispetto al passato abbiamo ormai dei sistemi di sorveglianza strutturati per sorvegliare questi focolai infettivi. Queste epidemie sono come fuochi che con delle piccole “braci” iniziano a sobbollire e alcune volte non si diffondono. Oggi abbiamo tanti segnali precoci, la scommessa principale è evidenziare quello che ha un potenziale di diffusione.”

“Bisogna monitorare bene questo caso di persona colpita dal vaiolo della scimmia, per essere certi di contenere questa diffusione. I virus animali che infettano un uomo difficilmente poi acquisiscono la capacità di contagiare altri umani. Possiamo sperare che si tratti di un caso isolato, gli altri passeggeri andranno in quarantena.”

“Riguardo i migranti è possibile ci possa essere una trasmissione di scabbia o pediculosi, le persone che arrivano da noi però non fanno un viaggio in business class, ma devono essere sane e rimanere sane, di fatto si ammalano qui. Abbiamo un ritorno di Tubercolosi in Italia ma al 50% sono soggetti Italiani immunodepressi, l’altra metà è di migranti ma il 60% di questi si ammala qui.“