Spazio, Mosca: non sono stati gli astronauti Usa a danneggiare Iss

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Diversi funzionari russi hanno negato oggi che qualcuno a Mosca sospetti gli astronauti Usa presenti sulla Iss di aver praticato il foro che ha causato un calo di pressione nella stazione spaziale. “E’ assolutamente inaccettabile sospettare dei nostri cosmonauti come degli astronauti americani”, ha detto il vice primo ministro russo incaricato di Spazio e Difesa Yury Borisov, citato dall’agenzia di stampa Ria Novosti. Secondo Borissov, speculare sul risultato delle indagini prima di trarre conclusioni è “pericoloso” anche perché sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) lavora “un gruppo unito e non ci sono disaccordi politici”.

Il capo dell’agenzia spaziale russa Roskosmos, Dmitry Rogozin, stima su Twitter che “la proliferazione di voci e accuse non aiuta gli esperti e mira a minare le relazioni amichevoli all’interno della ISS”, una delle poche aree in cui la cooperazione russo-americana funziona ancora. Rogozin è stato comunque il primo ad aver pubblicamente ipotizzato la possibilità di sabotaggio, parlando di un possibile atto “premeditato” pochi giorni dopo la scoperta del buco largo due millimetri sul un veicolo spaziale Soyuz agganciato alla ISS.

Sei persone attualmente occupano l’ISS: Oleg Artemyev e Sergei Prokopiev russi, Drew Feustel, Robert Arnold e Serena Auñón-Chancelor americani e Alexander Gerst, tedesco, che rappresenta l’Agenzia spaziale europea (ESA). Il foro si trova sulla parte della navicella Soyuz che non verrà utilizzata per tornare sulla terra ed è stato tappato dai cosmonauti russi che l’hanno scoperto il 30 agosto.