Vaccini, Burioni: “Vaccinare adulti e medici, vergona le epidemie negli ospedali”

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“Dobbiamo prima di tutto vaccinare i bambini perché la maggiore densità di contagio è tra 0 e 4 anni. È lì che il virus circola in maniera maggiore”. E’ l’appello di Roberto Burioni, medico virologo e immunologo, professore di Microbiologia e Virologia all’Università San Raffaele di Milano. Il medico ha mandato il suo messaggio da Trieste Next.
Il noto virologo ha spiegato che una copertura del 95-97% fra i bambini “è una cosa positiva, ma non è sufficiente”.Se vogliamo diventare un Paese che non ha più determinate malattie, come per esempio è il Messico, dove non ci sono più casi autoctoni di morbillo dal 1996, dobbiamo fare un’attività di recupero anche per gli adulti – ha spiegato – perché l’immunità di gregge, quella che difende tutti quanti, anche quelli che non si sono potuti vaccinare, riguarda la popolazione complessiva”.
In passato ci sono state delle zone dell’Italia, ha detto Burioni, “in cui la percentuale di vaccinati era intorno al 65-66%, quindi un terzo delle persone è cresciuta senza avere preso morbillo, parotite, rosolia e anche varicella, che presa da adulti non è una passeggiata”. Inclusa la popolazione medica, ha precisato.”Una delle mancanze della Legge Lorenzin è quella di non prevedere obbligatorietà per i sanitari” e “un sanitario che non si vaccina – ha detto Burioni – è in primo luogo un irresponsabile, perché costituisce un problema per i suoi assistiti”, oltre ad essere un “cattivissimo esempio”, al pari di “un pompiere che butta una sigaretta accesa in un bosco”.”Abbiamo visto in passato epidemie di morbillo in reparti di ostetricia, una cosa gravissima: fatti vergognosi che non dovrebbero più accadere” ha ricordato.