Ama il suo quartiere e sceglie la mobilità dolce: l’Ateneo traccia l’identikit del residente Bicocca

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Un quartiere smart e sostenibile nel quale più della metà degli abitanti predilige la mobilità dolce, spostandosi a piedi o in bicicletta. Un polo cittadino dall’identità ormai riconoscibile che ha i suoi punti di forza nell’università e nei diversi centri di interesse culturale e di consumo sorti negli ultimi vent’anni. Una zona entrata nel cuore di almeno due residenti su tre, che si ritengono soddisfatti di viverci ogni giorno.

Sono alcuni degli aspetti messi in luce da “La percezione dei residenti del quartiere Bicocca”, una indagine pilota condotta dal dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di Milano-Bicocca sulla qualità della vita dei cittadini del quartiere a nord di Milano e presentata questo pomeriggio in Aula Pagani. Promossa per il Ventennale di fondazione dell’Ateneo, la ricerca, nell’intento degli organizzatori, è il punto di partenza per la realizzazione di un «osservatorio, un laboratorio a cielo aperto per monitorare l’evoluzione di questo giovane quartiere milanese».

L’indagine è stata realizzata nella primavera 2018 da un gruppo di lavoro composto da Giampaolo Nuvolati, direttore del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale e docente di Sociologia dell’ambiente e del territorio, Sonia Stefanizzi, docente di Sociologia generale, e Luca Bottini, ricercatore del dipartimento di Sociologia. L’intento: restituire una prima fotografia sulla soddisfazione dei residenti in un’area che negli ultimi vent’anni è stata riqualificata, convertendo il passato industriale in una nuova vocazione residenziale e terziaria avanzata.

Come strumento è stato utilizzato un questionario su base volontaria, sottoposto a un campione di cittadini rappresentativo della composizione della popolazione del quartiere, per genere, età e area abitata. I questionari completi ed effettivamente utilizzabili ai fini della ricerca sono risultati 110. Tra le sezioni sotto la lente di ingrandimento: la valutazione sulle caratteristiche del quartiere, il rapporto con esso, i comportamenti di consumo e la mobilità.

Relativamente a questo ultimo aspetto, il 54 per cento degli intervistati ha affermato di ricorrere alla mobilità dolce (nel 46 per cento dei casi si muove a piedi, nell’8 per cento in bicicletta) contro il 24 per cento che utilizza mezzi di trasporto privati. Il 22 per cento fa uso di mezzi pubblici, verso i quali il gradimento generale supera il 75 per cento.

Dall’indagine risulta come il processo di riqualificazione dell’area Bicocca abbia consolidato alcuni poli attrattori principali dedicati al tempo libero e allo shopping, come il centro commerciale Bicocca Village (visitato più di 10 volte l’anno dagli intervistati), l’Hangar Bicocca (almeno 10 volte l’anno), il Teatro Arcimboldi (da 1 a 5 volte).

«Le scelte di mobilità indicate dalle persone intervistate – afferma Sonia Stefanizzi – ci suggeriscono che il quartiere si presta, nella sua conformazione urbana e per la scarsa congestione del traffico, ad essere praticato secondo uno stile “smart”, con evidenti ricadute positive sulla sostenibilità ambientale locale. Anche le scelte di consumo, fortemente localizzate sul quartiere, mostrano come i cittadini apprezzino l’ampia gamma di servizi e opportunità offerti dai nuovi poli di consumo e di cultura presenti, mostrando la reale capacità attrattiva degli stessi soprattutto grazie alla qualità dei servizi offerti».

Per quanto riguarda l’Università di Milano-Bicocca, i residenti sottolineano l’impatto positivo del campus nella qualità dei servizi offerti al quartiere e, più in generale, nella percezione di un maggiore benessere di vita, anche grazie alla presenza degli studenti. Il 72 per cento del campione si dichiara soddisfatto del ruolo giocato in questo senso dall’Ateneo (11 per cento abbastanza, 39 per cento molto, 22 per cento totalmente soddisfatto).

Nell’ambito della sfera emozionale-cognitiva degli intervistati, il 52,8 per cento si ritiene molto o totalmente attaccato al quartiere, l’11,8 per cento abbastanza, il 29,1 per cento non si è espresso, solo il 6,3 per cento non sente un legame affettivo. Un dato comunque rilevante visto che ben il 68,2 per cento del campione abita in Bicocca da oltre 10 anni. Gli aspetti nei quali si riscontrano più criticità sono la percezione di sicurezza, la mancanza di legami sociali e l’atmosfera del quartiere in termini di vitalità e vivibilità.

Queste prime indicazioni verranno approfondite in futuro dal gruppo di ricerca. «Auspichiamo di poter creare un osservatorio sul quartiere – conclude Sonia Stefanizzi – per monitorare periodicamente in quale direzione si sta evolvendo questo giovane quartiere milanese. L’obiettivo è quello di creare un laboratorio a cielo aperto che si proponga come stimolo per la ricerca scientifica in ambito urbano e, non ultimo, per la trasferibilità di questo modello in altre zone della città».