Al via il progetto che supporta i Paesi emergenti e in via di sviluppo che hanno bisogno di formazione per migliorare la trasparenza negli impegni assunti derivanti dall’Accordo di Parigi in materia di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Lo rende noto Ispra spiegando che si parte con Etiopia, Botswana, Iran, Maldive, Tunisia e Bahamas, Paesi con i quali attualmente il Mattm collabora promuovendo iniziative di cooperazione nell’ambito della lotta ai cambiamenti climatici.
Il progetto nasce dalla firma del contratto, avvenuta lo scorso 18 settembre a Roma, tra Ispra, Unep-Dtu (United Nations Environmental Programme – Danish Technical University Partnership), enti attuatori e Unops (United Nations Office for Projects and Services), gestore del fondo fiduciario per Icat – Initiative on Climate Action Transparency, http://www.climateactiontransparency.org/).
Il progetto, della durata di 18 mesi, ha come obiettivo accrescere la capacità di rendicontazione e comunicazione dei Paesi beneficiari sui progressi relativi agli impegni di mitigazione e di adattamento a livello nazionale e sull’utilizzo delle risorse finanziarie ricevute. Nel 2016 l’Italia, attraverso il ministero dell’Ambiente, ha deciso di finanziare Icat con 5 milioni di euro e nel 2017 all’Ispra è stato affidato il compito di implementare il progetto che afferisce ai fondi del Mattm.
L’Accordo di Parigi, entrato in vigore il 4 novembre 2016, dopo la ratifica di 55 Paesi che rappresentano almeno il 55% delle emissioni globali di gas serra, è stato ratificato ad oggi da 180 Paesi sui 197; per la prima volta, praticamente tutti gli Stati del mondo si sono impegnati formalmente a ridurre le loro emissioni entro il 2030, attraverso dei piani di mitigazione chiamati ‘Nationally Determined Contribution’ (Ndc). Icat, iniziativa volontaria multilaterale, sviluppata nell’ambito della Convenzione sui Cambiamenti Climatici (Unfccc) e l’Accordo di Parigi, ha lo scopo di supportare i Paesi emergenti e in via di sviluppo in relazione agli impegni derivanti dall’Accordo di Parigi.
L’Ispra realizzerà attività formative rivolte ai funzionari e ai principali stakeholder dei Paesi beneficiari. Le attività di formazione potranno essere incentrate sulle metodologie da applicare per la stima delle emissioni nell’ambito dell’inventario nazionale dei gas serra, su pianificazione, valutazione e reporting di politiche e misure di mitigazione, per i diversi settori, e sulla valutazione degli accordi istituzionali e impianto normativo necessario per garantire il rispetto degli obblighi di comunicazione nell’ambito dell’Accordo di Parigi.


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