Continuano senza sosta le ricerche del bimbo di due anni ancora disperso a seguito dell’alluvione di giovedì scorso a San Pietro Lametino (CZ), durante la quale hanno perso la vita la mamma Stefania e il fratello di 7 anni. Il capo della protezione civile regionale, Carlo Tansi, soffermandosi oggi a parlare con i giornalisti, ha annunciato l’arrivo di personale specializzato del Cnr, geologi che utilizzeranno uno specifico georadar.
Le operazioni di ricerca, nonostante il numero elevato di volontari presente sul posto, sono rese particolarmente difficili per via dell’enorme quantitativo di fango depositato durante il maltempo.
“Siamo convinti – ha detto il responsabile della Protezione civile calabrese, Carlo Tansi, parlando con i giornalisti a margine della conferenza stampa del presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati – che il bimbo sia finito sotto la spessa coltre di detriti accumulatasi a causa del nubifragio. Faremo quindi ricerche nel sottosuolo tramite il georadar, effettuando dei veri e propri raggi x del terreno. Laddove troviamo delle anomalie si va a scavare”. “Si tratta, chiaramente – ha aggiunto Tansi – di ricerche molto complesse, ma non lasciamo nulla di intentato”


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