Sono oltre cento le persone che da questa mattina stanno battendo palmo a palmo la zona compresa tra Capo Ferrato e Costa Rei nel tentativo di rintracciare Nicola Campitello, 38 anni, il pastore di origine campana, disperso ormai da 48 ore nella zona di Castiadas colpita dall’ondata di Maltempo.
Tutta l’area viene divisa in varie zone che vengono perlustrate dagli uomini del Corpo forestale, dai vigili del fuoco, dai carabinieri del Comando provinciale di Cagliari, della Compagnia di San Vito e del Battaglione Sardegna, oltre agli specialisti del Soccorso alpino. In queste ore sono anche arrivati alcuni mezzi pesanti per il movimento terra, per smuovere la sacche di fango e melma che si sono formate nella zona. Utilizzati anche i droni e gli elicotteri per fare una ricognizione dall’alto di tutta l’area, ma al momento dell’uomo nessuna traccia. Le ricerche proseguiranno fino all’imbrunire, poi verranno sospese per riprendere domani.
La situazione si avvia lentamente alla normalità. Riaprono domani, sabato 13 ottobre, tutte le scuole di Cagliari, chiuse con un’ordinanza del sindaco Zedda da giovedì 11 a causa dell’allerta rossa per nubifragi. La ripresa delle lezioni riguarda gli istituti tecnici, professionali e i licei del capoluogo e della Città metropolitana. In citta’ saranno riaperti al pubblico anche i parchi e i cimiteri.
La Sardegna ha bisogno di un programma adeguato di opere infrastrutturali necessarie a contenere il degrado idrogeologico. E soprattutto ha necessità di strumenti di governo del territorio che individuino risorse adeguate a contenere il degrado a cui e’ esposto il territorio sardo. Lo denuncia la Filca-Cisl all’indomani del disastro nel sud Sardegna legato al Maltempo. L’organizzazione chiede che si fissino in modo inequivocabile limiti e condizioni di utilizzo del territorio.
“Chiediamo – spiega il segretario generale Giovanni Matta – di irrobustire tanto sul fronte delle conoscenze che delle capacita’ tecnologiche la progettazione degli interventi e la qualità delle opere da realizzare. Non e’ ammissibile che a distanza di dieci anni gli inconvenienti si verifichino negli stessi punti e a danno delle stesse infrastrutture. I cambiamenti climatici sono evidenti come e pure evidente la sottovalutazione degli effetti che questi cambiamenti stanno generando. Speriamo che stavolta alle chiacchiere seguano i fatti”. Un’amara riflessione.
“Speriamo – dice la Filca – che il disastro causato dall’eccezionale ondata di Maltempo non si concluda con il solito ritornello del giorno dopo, specie tra i rappresentanti delle istituzioni, che ammanta il tutto con il rimpallo delle responsabilità. Come sardi siamo stanchi di tragedie, come l’ultima, che sfociano in lutti familiari, in danni a carico del patrimonio pubblico nonche’ di quello privato. Strade, ponti, abitazioni travolte da un mare d’acqua e fango che non ha risparmiato nulla e solo il caso ha voluto che il disastro non assumesse proporzioni ben piu’ gravi in termini di vite umane”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?