Olio: cala la produzione in Abruzzo, ma la qualità resta alta

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Colpisce anche l’Abruzzo, regione a forte vocazione olivicola, il crollo della produzione olearia che si registra sull’intero territorio nazionale. Lo rileva Coldiretti Abruzzo commentando le previsioni divulgate dall’Ismea per l’Italia alla Giornata nazionale dell’extravergine italiano al Villaggio contadino al Circo Massimo a Roma. Anche di questi probleami si parlerà in serata un workshop intitolato “Ulivi, paesaggio, economia: l’intreccio infinito” con l’intervento dell’assessore abruzzese all’agricoltura Dino Pepe, la professoressa Ottavia Aristone, docente di urbanistica del Dipartimento di Architettura dell’università di Chieti Pescara e il presidente dell’Unaprol David Granieri.

E poi laboratori, incontri tematici e panel test nell’oleoteca del Villaggio contadino, in cui sono stati esposti anche i principali oli extravergini d’Abruzzo tra cui le tre Dop e le “cultivar” autoctone come la Dritta, la Gentile, la Carpinetana, l’Intosso e la toccolana.

Secondo Coldiretti Abruzzo la perdita di produzione, pur non incidendo sulla qualità del prodotto finale, avrà ripercussioni in termini economici su un comparto che, in regione, conta circa 6 milioni di piante su circa 46mila ettari che rappresentano circa il 50% della superficie agricola arborea utilizzata, un totale di circa 60mila aziende di cui 15mila che coltivano prevalentemente olivo, oltre 350 frantoi e tre Dop presenti nelle province di Chieti (Colline Teatine), Pescara (Aprutino Pescarese) e Teramo (Pretuziano delle colline teramane).